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La Regione Toscana dovrà attivarsi, attraverso l’ “Unità di Crisi-Lavoro” regionale o comunque attraverso gli strumenti ritenuti più adeguati, per portare ad un esito positivo la vertenza dei lavoratori di PT Holding srl, già Panificio Toscano srl. In particolare dovrà essere data piena applicazione alle conclusioni dell’accertamento svolto dall’Ispettorato del Lavoro di Prato e Pistoia circa l’applicazione del corretto CCNL di riferimento per i lavoratori, ossia il contratto della panificazione industriale, il loro adeguato inquadramento contrattuale e l’appropriata   titolarità del rapporto. La mozione è stata approvata a larga maggioranza, con la sola astensione della Lega.

Tempo fa, su invito di Luca Toscano e Sarah Caudiero dei SI Cobas, ho incontrato i lavoratori del Panificio Toscano. I loro racconti e la situazione che ho potuto constatare di persona ci hanno spinto a intervenire”, esordisce così, in Consiglio regionale, Tommaso Fattori, capogruppo di Sì Toscana a Sinistra.  “Adesso è lo stesso Ispettorato del Lavoro che certifica l’assoluta fondatezza delle loro denunce”.

Il verbale dell’Ispettorato del Lavoro sancisce che Panificio Toscano non è in regola su vari aspetti cruciali. Prima di tutto ribadisce che il contratto nazionale corretto per i lavoratori è il CCNL Panifici Industriali  e non quello della panificazione artigianale, che di fatto significa uno stipendio e un trattamento previdenziale un pò migliori. Il perché di questa conclusione è evidente, Panificio Toscano non è scambiabile in alcun modo per un laboratorio artigianale essendo una vera e propria industria di panificazione, per dimensioni, ritmi di lavoro, organizzazione dei processi produttivi, quantità della lavorazione. Basterebbe uno sguardo ai giganteschi capannoni posti, per l’ appunto, in una zona industriale pratese.”

La produzione artigianale dovrebbe oltretutto essere collegata ad un negozio di vendita diretta al pubblico dei prodotti del laboratorio, niente di più lontano dalla realtà del Panificio Toscano. L’ Ispettorato – prosegue Fattori – parla esplicitamente di un espediente per riconoscere livelli retributivi inferiori rispetto a quelli di imprese classificate dall’INPS come industria. Nè la cosa ci stupisce, dato che in passato Panificio Toscano, per il medesimo motivo, si serviva della Cooperativa Giano in modo da impiegare panificatori che contrattualmente figuravano però come facchini”.

In secondo luogo, l’85% dei lavoratori esaminati dall’Ispettorato è risultato inquadrato a livelli più bassi di quelli corretti. E questo pur dopo la conclusione del percorso di adeguamento che era stato concordato fra azienda e sindacati confederali”, continua Fattori.

Come se non bastasse, nel frattempo i lavoratori sono stati trasferiti alle dipendenze di una nuova società, con operazione tutt’altro che trasparente, guarda caso avviata subito dopo l’apertura della vertenza sindacale. E i lavoratori sono stati trasferiti a loro insaputa, senza cioè neppure essere avvisati”.

La posizione della proprietà è stata indifendibile sin dal primo momento in cui i lavoratori hanno iniziato la protesta, trattati dal questore di Prato e dalle forze dell’ordine locali alla stregua di malviventi. E Panificio Toscano persevera, facendo sapere che di fatto ignorerà il verbale dell’Ispettorato e che non intende mettersi in regola. A maggior ragione è necessario l’intervento immediato della Regione, perché nessuna azienda può ritenersi al di sopra delle regole. Non si tratta solo del destino di questi lavoratori ma del rispetto del principio di legalità e della dignità di chi lavora in una regione che è parte di una Repubblica fondata sul lavoro”, conclude Fattori.

 

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