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Dopo l’approvazione, da parte del Consiglio, in maniera unanime, della mozione da noi promossa, ma firmata e sostenuta appunto da tutti i gruppi, pensavamo che finalmente fosse la volta buona, e che la Giunta Rossi si sarebbe decisa a presentare e finanziare, all’interno del Prs, il Piano Regionale sulla gestione del problema amianto, che la Legge 51/2013 obbligava a predisporre entro Marzo 2014, quindi ben due anni fa.

Siamo rimasti perciò stupiti quando ci è pervenuta, da parte della Giunta, la nota di attuazione della mozione approvata dal Consiglio, ovvero della Mozione a nostra prima firma, che si conclude con un’affermazione davvero stupefacente, che rischia di suonare come un’autentica, inaccettabile presa di giro, verso il Consiglio, verso tutte le forze politiche, ivi compresa la maggioranza, e verso i cittadini toscani.

Tale nota di attuazione, inviataci a gennaio scorso, racconta di un lavoro propedeutico che si è concretizzato nel pianificare – non nell’attuare -, in realtà in pratica soltanto nello stimare il costo, nella cifra di circa 80mila euro, per una durata di dodici mesi, di un piano di ricognizione delle coperture di amianto sul territorio regionale, e nello stimare il costo, 36mila euro, e la durata, sedici mesi, del lavoro di costituzione di un sistema informativo dedicato alla rilevazione sistematica delle situazioni di pericolo derivanti dalla presenza di amianto. Poi si parla anche di alcune azioni che già erano in essere riguardanti più gli aspetti sanitari e di monitoraggio degli esposti.

E si conclude, dicendo che la Giunta, nei primi tre mesi di vigenza del Piano di Sviluppo Regionale, prevede di “sviluppare il piano dettagliato operativo di sviluppo del Piano (immaginiamo il Piano dell’Amianto) “, insomma, non svilupperà il Piano, ma il piano di sviluppo del Piano (sic!), purché, e qui arriva l’affermazione irricevibile, sia il Consiglio a trovare le risorse economiche: “Rimane alla competenza e alla discrezionalità del Consiglio, individuare le risorse, nell’ambito del Bilancio Regionale, per poter procedere a quanto previsto”, termina, infatti, la nota.

In pratica, la Giunta, in ritardo di due anni, dopo una sollecitazione e un preciso indirizzo unanime del Consiglio Regionale, che le chiede di presentare e finanziare finalmente il Piano dell’Amianto nell’ambito del Prs, ributta la palla al Consiglio stesso, chiedendo ai Consiglieri di trovare i soldi!

Una vera beffa, una risposta inaccettabile, poiché la Legge 51/2013 prevede con grande chiarezza, basta leggersela, che sia la Giunta a dover redigere il Piano e a individuare le risorse, come d’altra parte la Giunta fa su qualsiasi tipo di politica: non si è mai sentito e non esiste su alcun tema, che sia il Consiglio a dover individuare le risorse, ci domandiamo davvero di cosa stiamo parlando!

Di fronte a questa manifesta volontà di deresponsabilizzarsi, a una nota in stile burocratese che, di fatto, parla quasi del nulla e rimpalla incredibilmente verso il Consiglio precise competenze e doveri che la Legge assegna a chiarissime lettere alla Giunta Regionale, abbiamo presentato un’interrogazione molto netta, che sottoporremo all’attenzione e alla firma di tutte le altre forze politiche.

I dati e le previsioni epidemiologiche sempre più preoccupanti, il sempre maggior pericolo di dispersione nell’ambiente di amianto, a seguito dei sempre più frequenti eventi meteorologici estremi, unitamente alle tante opportunità che offre la legge di sviluppare un’economia fatta d’innovazione e competenze specializzate, con la previsione d’incentivi per la sostituzione di amianto con fotovoltaico, incentivi che in passato furono realizzati a livello nazionale e funzionarono benissimo, ci convincono a insistere e ci fanno riflettere con amarezza su quanto evidentemente questi siano temi non prioritari per questa Giunta, su cui non intende investire economicamente e politicamente, fino al punto di prendere davvero in giro i Consiglieri e invitar loro a trovarsi da soli i soldi!

 

Tommaso Fattori e Paolo Sarti, Consiglieri Regionali Sì Toscana a Sinistra

Mauro Romanelli, estensore e primo firmatario della Legge 51/2013

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