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È una buona notizia il ritiro, da parte dell’assessore Fratoni, dell’informativa sulla modifica al piano rifiuti”, afferma Tommaso Fattori, capogruppo di Sì-Toscana a Sinistra. “Quel documento avrebbe aperto ufficialmente il percorso di modifica del piano – aggiunge Fattori- ma cristallizzando le decisioni di Rossi e Fratoni sulla bioraffineria ENI prese a inizio luglio, come se nel frattempo non fosse accaduto niente”.

Invece nelle settimane successive il Consiglio regionale si è espresso, dando alla giunta indirizzi precisi sulla maggior cautela da adottare rispetto al progetto di bioraffineria, sui necessari approfondimenti progettuali, sul coinvolgimento previo delle comunità locali e dei Sindaci. Mantenere il vecchio documento impermeabile a tutto questo avrebbe significato calpestare il ruolo del Consiglio regionale. La Giunta non può non recepire gli atti di indirizzo che provengono dall’aula consiliare, a partire dalla nostra risoluzione approvata all’unanimità”, prosegue Fattori.

“La proposta di modifica del Piano regionale rifiuti, nella vecchia versione ora ritirata, era tutta centrata su un’unica alternativa alla costruzione dell’inceneritore di Case Passerini, ossia l’impianto ENI. Un impianto che non ha niente di circolare, perché  distrugge materia al fine di ricavarne carburante, e che non ha niente di bio, dato che i carburanti vengono ricavati dal CSS, dal plasmix e da altri materiali simili, essenzialmente di origine fossile.”

Continuiamo a chiedere soluzioni impiantistiche che non ricorrano a tecnologie di trattamento termico, in altre parole, vogliamo che siano valutate le alternative alla bioraffineria che fino ad oggi non si sono volute prendere in considerazione. Si tratta di prevedere impianti veramente circolari e tecnologicamente avanzati, in grado di recuperare materia attraverso il trattamento a freddo dei rifiuti residui. E pensiamo si debba perseguire l’autosufficienza dei diversi ambiti territoriali, progettando impianti le cui dimensioni corrispondano alle effettive necessità dei territori”, conclude Fattori.


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