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“Sul Polo Nautico di Viareggio serve un’immediata inversione di rotta da parte della Regione. Il presidente Rossi e l’assessore Ceccarelli hanno tradito gli impegni che si erano assunti”, lo affermano Tommaso Fattori e Paolo Sarti, consiglieri regionali di Sì-Toscana a Sinistra, che hanno presentato una mozione per chiedere di fermare e invertire il processo di frazionamento del polo nautico, per tornare ad una visione strategica e ad un progetto organico per l’intera area.

“Il frazionamento del polo nautico di Viareggio è una scelta disastrosa che avrà ricadute negative sia in termini industriali che occupazionali- accusano Fattori e Sarti- “Oltretutto è una scelta miope e incomprensibile dato che il mercato mondiale della nautica si è orientato verso la costruzione di imbarcazioni di grandi dimensioni”.

“Nella mozione chiediamo che la Regione possa attivare subito un tavolo con le organizzazioni sindacali, evitando di arrivare al pronunciamento del Consiglio di Stato a proposito del giusto ricorso presentato nel frattempo dalla Fiom-Cgil. Stiamo parlando di scelte strategiche: la Regione deve svolgere un ruolo di governo ed indirizzo sul futuro di un bene demaniale fondamentale per lo sviluppo occupazionale dell’intera area. Il polo deve tornare a produrre reddito per la collettività anziché garantire gli interessi speculativi privati di pochi.”

“Chiediamo un intervento della giunta regionale nei confronti dell’Autorità portuale, del cui comitato fanno parte anche il presidente Rossi e l’assessore ai Trasporti,  in modo da bloccare qualsiasi ulteriore ipotesi di frazionamento attraverso l’assegnazione in subingresso di ulteriori lotti. Poniamo poi la questione più generale della necessaria revisione della legge regionale sul rilascio delle concessioni. Le concessioni devono essere concesse sulla base di una serie di solide garanzie rispetto alla responsabilità sociale dell’impresa, all’incremento dell’occupazione di qualità, alla maggior sicurezza sul lavoro, alla ricaduta sul benessere delle comunità locali e alla gestione dell’attività secondo criteri di interesse pubblico”.

“La scelta scellerata del frazionamento – sottolineano Fattori e Sarti – non può essere spiegata certo non con la scusa della crisi economica, dato che il settore della cantieristica navale è in ripresa e i siti produttivi toscani avrebbero tutto il necessario per poter mantenere un ruolo di primissimo piano. A Viareggio c’è un patrimonio industriale che non deve essere disperso e fino ad oggi il modello consortile aveva dimostrato di funzionare con successo. Fino a pochi anni fa lo sosteneva, fra gli altri, anche il presidente Rossi, che il 20 febbraio 2016 si era assunto, testualmente, l’impegno a farsi carico del problema del frazionamento, salvo poi fare esattamente il contrario. Il presidente della Regione torni allora ad ascoltare i lavoratori, che tra l’altro denunciano un largo ricorso al lavoro in nero, subappalti senza controllo, mancanza di sicurezza e un tasso molto basso di occupati a tempo indeterminato e con contratto nazionale. Solo invertendo la rotta la Toscana -concludono Fattori e Sarti- potrà agganciare la ripresa nel settore ed evitare l’ennesima desertificazione e agonia di un sito produttivo cruciale”.

 

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