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I consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti: “Le istituzioni locali a guida PD dimostrino che il loro impegno per un’accoglienza umana non è solo retorica e aprano un Tavolo con la Prefettura per il ritiro immediato dell’odiosa disposizione. Noi intanto chiediamo di vedere immediatamente il Prefetto. Inaccettabili nuove disposizioni razziali”.

La Prefettura di Firenze ha disposto che dal 1 novembre 2018 i richiedenti protezione internazionale ospiti nei Centri di Accoglienza Straordinaria della Città metropolitana rientrino nelle strutture entro le 20 e vi rimangano fino alle 8 della mattina successiva.

“Perché persone libere che non hanno commesso alcun reato devono stare rinchiuse dalle 20 alle 8, quasi fossero in carcere? La loro colpa è nel colore della loro pelle? Nell’ottantesimo anniversario delle leggi razziali, il ministro Salvini vuol forse festeggiare con nuove disposizioni razziali?”, commentano Tommaso Fattori e Paolo Sarti, consiglieri regionali di Sì- Toscana a Sinistra.

“Gli immigranti dei centri di accoglienza fiorentini la sera frequentano corsi di lingua, sono attivi nel volontariato, giocano a calcetto e pallavolo, frequentano lezioni di teatro e musica. Con le sue disposizioni la Prefettura, ossia Salvini per interposta persona, sta dicendo no a tutto questo”. Così Tommaso Fattori e Paolo Sarti, consiglieri regionali di Sì-Toscana a Sinistra, che chiedono “un immediato incontro con il Prefetto e l’apertura di un Tavolo in Prefettura con le istituzioni per rimettere in discussione queste odiose e incomprensibili disposizioni”. “L’ordinanza sta creando disperazione ed esasperazione, i ragazzi chiedono che gli sia spiegata la ragione di queste misure restrittive delle libertà personali, che vengono imposte a persone che ovviamente non hanno commesso alcuna infrazione o reato. E questa misura, in vari casi, impedirà loro anche di lavorare – continuano i consiglieri. “Alcuni di questi ragazzi, per esempio, avrebbero dovuto fare la raccolta delle olive ma ora non potranno farla, dato che avrebbero necessità di uscire alle 5 e invece sono incarcerati fino alle 8 del mattino”.

“Ma com’è possibile – continuano Fattori e Sarti – riempirsi la bocca tutti i giorni con il termine ‘integrazione’ quando poi si costringono duemila persone a non uscire dai Cas dalle 20 alle 8? Ci sono profughi attivi nelle ambulanze, nelle mense della Caritas, che tengono laboratori per i ragazzi e c’è anche chi serve messa alle 7. Che cosa intende fare la Prefettura? Impedire di fatto ogni forma di socializzazione? Fermo restando – aggiungono i consiglieri – che il profugo deve avere pieno diritto, la sera, di sedersi tranquillamente a un bar con gli amici o di passeggiare in centro, come ogni altra persona libera”.

“I numeri dei fenomeni di criminalità o microcriminalità connessi ai richiedenti asilo non sono certo tali da poter giustificare un qualsiasi nesso tra delinquenza e persone che richiedono protezione umanitaria. Ma è esattamente quel che s’intende far credere all’opinione pubblica attraverso misure come il coprifuoco e il controllo degli acquisti per corrispondenza. Come già messo in luce dalla FP CGIL di Firenze, provvedimenti di questo tipo mirano ad alimentare la retorica sulla sicurezza del governo a guida M5S e Lega, ma non hanno nessuna efficacia nel favorire l’incontro fra culture diverse e la coesione sociale”.

“E mentre gli enti gestori e gli operatori dei Centri sono preoccupati per il rischio di un aumento della tensione interna e dei livelli di sofferenza psicologica dei migranti, attendiamo una reazione delle forze politiche democratiche e delle istituzioni locali. Non ci basta che il Sindaco Nardella indìca una manifestazione in Piazza Ognissanti – dicono i consiglieri Fattori e Sarti – né che il Presidente della Regione Rossi si esprima a favore dell’accoglienza su Facebook. Chiediamo un impegno concreto, a partire dall’apertura immediata di un Tavolo con la Prefettura affinché quest’odiosa disposizione sia ritirata”.

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