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La Regione Toscana deve fare tutto il possibile per evitare che il meraviglioso borgo di Rocca d’Orcia venga snaturato per far posto ad un gigantesco albergo di lusso. Ne risulterebbe deturpato uno dei paesaggi più belli della nostra regione”. Lo afferma Tommaso Fattori, capogruppo di Sì-Toscana a Sinistra, commentando la mozione presentata in Consiglio regionale che cerca di gettar luce su un progetto dall’enorme impatto paesaggistico. 

La mozione chiede alla Giunta di attivarsi per il respingimento dell’attuale Variante al piano regolatore del Comune di Castiglione d’Orcia, che consentirebbe “l’ampliamento di un albergo esistente, posto a ridosso dell’antica chiesa di S. Simeone, con la previsione dello sbancamento di un ampio tratto del versante est della collina in modo da poter edificare una struttura su quattro livelli dalla configurazione ipogea, con parcheggio privato coperto, SPA, ristorante, ulteriori camere, con una volumetria totale di circa 5.000 metri cubi”, continua Fattori. 

Lo sbancamento cancellerebbe interamente un tratto del versante posto in continuità fisica e visiva con la scarpata rocciosa che è alla base della rocca. E la parte più alta del promontorio, a immediato ridosso dell’abside della chiesa di S. Simeone, verrebbe profondamente alterata a seguito di un intervento che, oltre a provocare la totale perdita del delicato contesto circostante la chiesa sul lato est, potrebbe seriamente compromettere la stabilità dell’edificio. Per non dire del traffico di auto causato dall’enorme parcheggio che sarebbe in contrasto con la stessa natura del luogo, un’oasi di pace proprio per chi decide di abbandonare l’auto ai suo margini”, continua Fattori.

Con il nostro atto chiediamo alla Giunta regionale di difendere e attuare il piano paesaggistico regionale e di attivarsi affinché il Comune di Castiglione d’Orcia possa trovare adeguate soluzioni di sviluppo del borgo rispettose della sua identità culturale, storica e paesaggistica. Soluzioni da individuare coinvolgendo la cittadinanza, anche prendendo in considerazione forme alternative di accoglienza turistica come il sistema dell’albergo diffuso”. 

Insomma, solo il pieno rispetto della normativa regionale in materia di paesaggio può scongiurare un danno irreparabile al patrimonio storico e culturale della regione. Per questo condividiamo le preoccupazioni e le denunce dei residenti del borgo di Rocca d’Orcia, così come le osservazioni di Italia Nostra. 

L’operazione va fermata perché altererebbe l’identità di questo stupendo borgo della Val d’Orcia, che dal 2004 è stata giustamente riconosciuta Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco. Dobbiamo avere cura dei nostri beni comuni e lasciare ai posteri le bellezze che abbiamo ereditato dai nostri avi”, conclude Fattori. 

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