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 “La Regione Toscana deve impegnarsi ad assicurare una stabilizzazione dei lavoratori precari nel sistema sanitario, e ci riferiamo non solo a quanti hanno un contratto a tempo determinato, ma ai lavoratori interinali, con contratti in somministrazione lavoro che la circolare Madia escluderebbe dai concorsi riservati per la stabilizzazione del personale del sistema sanitario nazionale; e che si svolgano concorsi con riserva di posti, garantendo un maggior

 

Vi è un abuso dei contratti più flessibili negli ospedali toscani che non è più accettabile. Rappresentano un esercito senza il quale il sistema crollerebbe”. Lo dichiarano Paolo Sarti e Tommaso Fattori, Consiglieri regionali di Sì-Toscana a Sinistra, che hanno presentato una mozione che chiede alla Regione di far sentire la propria voce nei confronti del Governo, in Conferenza Stato Regioni, per assicurare la piena garanzia di partecipazione dei cosiddetti ‘lavoratori in somministrazione’ ai concorsi riservati alla stabilizzazione del personale del sistema sanitario nazionale. La mozione chiede anche che si svolgano concorsi con riserva di posti che garantiscano un  punteggio che tenga conto dell’esperienza professionale maturata nell’ ente dal personale con rapporto di lavoro flessibile. 

 “Sono almeno centinaia, ma un censimento esatto è impossibile farlo, i lavoratori che anche da 10, 15 anni lavorano come flessibili nel sistema sanitario regionale, e non sono da confondere con quanti hanno un contratto a tempo determinato”, spiegano Sarti e Fattori.

 “Quella del precariato nella sanità pubblica è una situazione da sanare, senza tagliare fuori gli interinali, che da tempo lavorano non in sostituzione di malattie, ferie, o maternità, ma a tutti gli effetti come facessero parte della pianta organica. Senza di loro, non è possibile garantire la continuità assistenziale. La loro stabilizzazione sarebbe nell’interesse delle aziende, che hanno impiegato non poche risorse per la loro formazione, e degli stessi pazienti”, concludono i consiglieri.

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