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La Regione Toscana dovrà istituire un tavolo tecnico-politico che porti ad una radicale revisione del sistema dei ticket sanitari. Noi confidiamo di poter arrivare almeno all’abolizione dei ticket sui cd delle analisi ( i cosiddetti ticket per la digitalizzazione) , di certo a questo tavolo daremo battaglia”. Lo affermano i consiglieri regionali di Sì-Toscana a Sinistra, Paolo Sarti e Tommaso Fattori, commentando la loro mozione in merito approvata dall’Aula, con alcuni emendamenti del Pd. 

Noi nella mozione chiedevamo, e continueremo a farlo, di eliminare il contributo sulla digitalizzazione, di rimodulare le fasce di reddito dei super ticket su farmaci e prestazioni specialistiche abolendo quelle intermedie e un impegno della Regione a livello nazionale per l’abolizione di ogni ticket sanitario. Registriamo comunque l’apertura della maggioranza a rimettere in discussione questo sistema”, aggiungono Sarti e Fattori.

“Il regime dei ticket è un fiasco totale – aggiungono i consiglieri di Sì- e lo dimostrano i dati elaborati dalla Corte dei Conti: le entrate per lo Stato dai ticket sono in caduta libera. E questo ulteriore balzello ha solamente spinto i cittadini ancora di più verso il privato, con conseguente svantaggio per la sanità pubblica. Oltretutto si tratta di una vera e propria tassa iniqua sulla salute: i cittadini già contribuiscono con la fiscalità generale al sistema pubblico ed è ingiusto che quando ci si ammala si debba anche pagare di più!”.

La Toscana potrebbe allargare la platea degli esenti ISEE come fatto dall’Emilia Romagna (prevedendo la quota aggiuntiva solo per i redditi sopra a 100mila euro annui). Quanto alle coperture di una riforma del sistema dei ticket, queste potrebbero arrivare in buona parte proprio dai risparmi che essa comporterebbe per le casse dell’Asl. Senza questo balzello aggiuntivo aumenterebbe il ricorso ai servizi pubblico invece che al privato, i soldi provenienti dai ticket rientrerebbero nelle casse della Regione. Sarebbe un vero e proprio  investimento. I ticket erano stati pensati per scoraggiare il fenomeno dell’abuso di prestazioni, ma questo problema lo si affronta su un altro versante: vigilando e contrapponendo al consumismo diagnostico l’appropriatezza prescrittiva”, terminano i Consiglieri di Sì Toscana a Sinistra.

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