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SANITA’, SARTI E FATTORI: “VIDEO DIRIGENTE ASL EVIDENZIA CLIMA INTIMIDATORIO ALL’INTERNO DEGLI OSPEDALI TOSCANI”

“Il video pubblicato su Facebook dalla direttrice sanitaria dell’Asl sud-est, desta scalpore per le modalità, ma è anche il sintomo più evidente di un clima intimidatorio in cui sono costretti a muoversi da tempo i lavoratori all’interno delle Asl toscane. Di fronte al crescente disastro provocato dalla riforma sanitaria di Rossi e Saccardi, la vera preoccupazione dei dirigenti sanitari e dei vertici politici è quella di tutelare l’immagine dell’azienda, come se fossimo in un regime privatistico e l’unica preoccupazione fosse quella di pubblicizzare un ‘brand’ sul mercato”. Così Paolo Sarti e Tommaso Fattori, consiglieri regionali di Sì-Toscana a Sinistra, commentano il video postato su Facebook da Simona Dei, in cui si chiede ai dipendenti di non denunciare “cose che non vanno né su internet, né sui giornali, né in radio”.

“Alla direttrice Dei vorremmo domandare per quale motivo, secondo lei, le denunce corrono ormai anche sui social? Non è forse perché le segnalazioni ai vertici sanitari rimangono lettera morta? E non trova contraddittorio e paradossale aver utilizzato il medesimo strumento, i social, che vuole vietare ai suoi sottoposti? ”

“La stessa Dei – aggiungono i consiglieri – ammette che le denunce hanno un fondamento di verità, e sarebbe folle pensare il contrario, ma la prima preoccupazione è quella di reprimere critiche pubbliche, evocando la vecchia cultura omertosa secondo la quale ‘i panni sporchi si lavano in famiglia’, una cultura purtroppo oggi legittimata da pessime norme contrattuali sia del settore privato che del settore pubblico. Come Sì-Toscana a Sinistra ci battiamo invece per un modello partecipativo, che valorizzi il coinvolgimento dei lavoratori e dei cittadini in generale: chiediamo trasparenza, confronto, dialogo, e, infine, quella capacità di auto-critica del sistema che sembra oggi impossibile”.

“Dopo esserci opposti alla riforma Rossi-Saccardi – concludono i consiglieri – saremo sempre dalla parte di quei pochi operatori sanitari disposti ad esporre le loro opinioni e a raccontare le loro esperienze anche a microfono acceso, visto che questo sistema non solo è poco propenso a discutere ma è anche vendicativo e minaccioso. Gli ospedali, come le scuole, non sono aziende private, sono servizi pubblici pagati dai cittadini e la critica costruttiva da parte di chi lavora è una ricchezza, non una coltellata alle spalle”.

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