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“Le liste non si abbattono con delibere aziendali del tipo di quella dell’Asl Centro Toscana che vede delegare prestazioni (settantaduemila!) ai privati (investendo quasi tre milioni di euro): i privati, pur di entrare nel mercato, oggi “fanno lo sconto”, il prezzo “conveniente” per l’Asl. Poi, quando molto sarà delegato a loro, loro  faranno il prezzo! E ovviamente, essendo struttura commerciale, faranno di tutto per indurre il consumo delle prestazioni. Smaltite un po’ liste nell’immediato quindi il problema si ripresenterà ancora più forte e incontrollato”. Continua a leggere l’intervento di Paolo Sarti su Quotidiano Sanità.

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