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“Ancora una scelta miope senza una visione d’insieme. Si tappa la falla dell’assenza dei medici senza riprogrammare tutto il personale. Ma il problema di fondo resta quello di una riforma sanitaria tutta da ridiscutere”. Così Paolo Sarti, consigliere regionale di Sì-Toscana a Sinistra, commenta la decisione della Regione Toscana di assumere con contratti di formazione-lavoro neolaureati non specializzati da impiegare nei pronti soccorso.

E’ difficile immaginare -continua Sarti- che a fronte di una carenza, stimata dalla stessa Regione, di 147 unità di personale sanitario, si possa alleviare con queste misure tampone una situazione da anni insostenibile tanto per coloro che offrono le prestazioni quanto per il paziente. I tagli al servizio sanitario hanno un’origine nazionale, e questo è un dato di fatto. Ma la gestione complessiva della sanità regionale, attraverso la riforma di tre anni fa, ha finito col far diventare il pronto soccorso l’epicentro di un intero sistema regionale. Nel 2018 gli accessi hanno superato la soglia del milione e mezzo. Una reale implementazione dei servizi sul territorio, a partire della case della salute, sarebbe mille volte più efficace delle tante soluzioni tampone. L’ultima di queste finisce poi con accentuare l’asimmetria sul piano contrattuale tra i neoassunti e gli altri operatori medici, come già ricordato dalla Cgil”. ma è miope anche perché non vede l’organizzazione nel suo complesso, in particolare per le competenze infermieristiche essenziali nel pronto soccorso

Siamo stanchi -conclude Sarti- di una narrazione che da una parte nega i problemi della sanità toscana e dall’altra vede la Giunta ricorrere a delibere frettolose per porre rimedio a quegli stessi problemi che si volevano negare o sminuire. Da tempo chiediamo che il confronto sulla sanità regionale torni ad avere come sede principale di discussione il Consiglio e continueremo farlo.

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