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Più di tre anni fa il Consiglio regionale si è espresso chiaramente per l’abolizione della contenzione fisica in tutti gli ospedali della Toscana. Mentre ad oggi la Giunta non si è mossa in questa direzione: chiediamo che il prossimo piano sociosanitario regionale (2018/2020) mantenga il divieto tassativo nei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC) di ogni forma di contenzione (del resto previsto già dal piano precedente)”. Così il consigliere regionale di Sì-Toscana a Sinistra, Paolo Sarti che, assieme al collega Tommaso Fattori, ha presentato un emendamento al Piano che rinnovi la messa al bando della contenzione e favorisca invece la promozione e lo sviluppo di pratiche centrate sulla relazione tra operatori e pazienti e pratiche di holding terapeutica.

Il 20 aprile 2016 – ricorda Sarti – il Consiglio ha approvato, oltretutto all’unanimità, la mozione da noi presentata, che prevede anche che i direttori generali forniscano, a periodi regolari, i dati di tale illegale, degradante ed umiliante pratica non solo per le persone con disturbo mentale ma anche per gli anziani e i disabili che si ricoverano in ospedale”.

In Italia gli utenti psichiatrici assistiti dai servizi specialistici ammontano a oltre 800 mila. In Toscana parliamo di oltre 80 mila persone che ricevono almeno una prestazione presso i servizi di salute mentale. “Il vero problema – continua Sarti – è che i servizi sanitari quasi mai danno risposte adeguate. A causa della stigmatizzazione e della discriminazione, le persone con disturbi mentale vedono spesso violati i loro diritti umani e molte volte sono anche private dei diritti economici, sociali e culturali. L’unico approccio corretto ad un tema così complesso è quello che comprende interventi di cura coordinati e fortemente personalizzati. Niente a che vedere – conclude Sarti – con lacci, fasce o addirittura come si è verificato di recente ‘pistole elettriche’ (Taser)”.

 

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