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“I presidenti di Regione sono quanto meno contraddittori: gridano al rischio di collasso del sistema sanitario nazionale, ma difendono sempre a spada tratta la ‘qualità’ del proprio recinto locale. Invitiamo tutti, a partire naturalmente dal presidente Enrico Rossi, a fare una rappresentazione più veritiera dello stato degli ospedali e dei servizi pubblici regionali”. Così il consigliere regionale di Sì-Toscana a Sinistra, Paolo Sarti.

Sono più che condivisibili -continua Sarti- le denunce presentate dalla Conferenza delle Regioni, che fa notare come nel 2019 la spesa sanitaria scenderà, in rapporto al Pil,  sotto i limiti che l’Ocse considera come il livello minimo per garantire la tutela della salute. Ed è giusto chiedere uno stop ai tagli e pretendere la ripresa degli investimenti pubblici. Ma serve ancora di più un’operazione di verità, a cominciare dalla narrazione che la Regione Toscana fa di se stessa. Sprechi, presidi sanitari chiusi o smantellati senza adeguato rinforzo dei servizi sul territorio, liste d’attesa insostenibili, medici, infermieri e operatori sanitari stremati e sottopagati, sono ormai evidenti a tutti. Il sistema sanitario nazionale è a rischio di collasso, come ammette Rossi: lo stesso vale per il sistema toscano, e non potrebbe essere altrimenti! Bisogna cominciare ad ammetterlo – conclude Sarti –  invece che alimentare un clima di censura e di intimidazione, magari con un video su Facebook (vedi qui la direttrice sanitaria della ASL Sud-Est), per quei lavoratori che non trovano risposta alle proprie, continue, segnalazioni ai vertici aziendali”. 

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