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“Quello che stiamo approvando all’unanimità è un testo comune delle opposizioni, condiviso anche dalla maggioranza, che ci siamo impegnati a presentare in rapporto con il comitato no-inceneritore”, afferma Tommaso Fattori, illustrando l’atto in aula.

“L’ impianto di Scarlino è vetusto e caratterizzato da tecnologie obsolete. E’ un impianto fuori legge fin dal lontano 2005, dato che i forni, in tutti questi anni, non hanno mai rispettato le caratteristiche strutturali previste dalla normativa nazionale”, ha proseguito Fattori. “Lo abbiamo ripetuto instancabilmente, lo abbiamo scritto nero su bianco anche in una dettagliata interrogazione all’assessora Fratoni, oltre che in una precedente mozione: i forni non consentono ai fumi di rimanere per almeno 2 secondi ad 850 gradi, in modo da abbattere le diossine, come prevederebbe la legge. Si tratta peraltro di condizioni progettuali che sarebbero state facilmente verificabili sia dalla struttura regionale che rilascia l’autorizzazione all’esercizio dell’impianto, sia da ARPAT. Invece ci si è fidati della documentazione inviata da Scarlino Energia”. “Quel che è più grave”, continua Fattori, “è che la norma non è stata rispettata dal 2005 ad oggi, mentre l’impianto inceneriva giorno dopo giorno.”

“Ci troviamo davanti ad un’ incomprensibile pervicacia da parte delle istituzioni che hanno continuato ad autorizzare un impianto che non rispetta le norme, dando ogni volta prescrizioni che poi nessuno ha verificato. Già 4 autorizzazioni erano state annullate in passato dal TAR e dal Consiglio di Stato, adesso è stata annullata la quinta. E dire che avevamo chiesto di congelare, in autotutela, la delibera di giunta dello scorso luglio che concedeva appunto l’AIA all’inceneritore di Scarlino. Che l’impianto fosse fuori legge lo dimostravano chiaramente la relazione dell’Istituto di ricerca sulla combustione del CNR di Napoli e la relazione dei consulenti del giudice civile di Grosseto, oltre che le puntuali osservazioni presentate dalle associazioni ambientaliste, Forum Ambientalista in testa”.

“Con il voto di oggi l’impegno è a chiudere per sempre, senza se e senza ma, l’inceneritore di Scarlino, dando ascolto agli abitanti e ai Sindaci di un territorio fortemente inquinato e in attesa di bonifiche mai fatte”, prosegue Fattori. “La giunta viene chiamata a prendere atto della Sentenza del Consiglio di Stato e della CTU definitiva depositata presso il Tribunale di Grosseto, e quindi a non avviare un nuovo procedimento autorizzativo dell’impianto di Scarlino”.

“Il secondo punto riguarda la preservazione di tutti i posti di lavoro: non uno di meno. Con l’impegno a convocare un tavolo concertativo con i Sindacati e con l’ATO Toscana Sud per programmare la realizzazione d’impianti per il recupero di materia dai rifuti differenziati, in un’ottica di economia circolare. Impianti nei quali dovranno essere impiegati i dipendenti dalla Scarlino Energia, attraverso un progetto industriale credibile e alternativo all’incenerimento”, conclude Fattori.

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