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“Se un provvedimento amministrativo viene annullato dal Tar, quell’atto è illegittimo. Punto. E i giudici non possono certo porsi il problema di come dovrà poi muoversi un sindaco o un presidente di Regione, i quali, più che ripetere la rituale formula del necessario ‘rispetto delle sentenze’, alla quale segue il consueto attacco ai magistrati, dovrebbero ripartire dal rispetto della legge. Chi amministra o governa bene non si vede annullare continuamente i propri atti dalla giustizia amministrativa, spero sia chiaro di chi sono le responsabilità: non certo del Tar”. Così Tommaso Fattori, capogruppo in Consiglio regionale di Sì-Toscana a Sinistra, commenta le reazioni alle ultime sentenze del tribunale amministrativo, a partire da Aeroporto di Firenze, zone rosse e Case Passerini.

“Il presidente Rossi dice che a voler seguire le indicazioni del Tar si dovrebbe rinunciare alla nuova pista di Peretola. In effetti, cominci a farsene una ragione. L’ultima sentenza è peraltro la conferma esatta di quel che gli avevano già spiegato i tecnici regionali del NURV, che Rossi non ha voluto ascoltare a suo tempo, mettendo la testa sotto la sabbia”.

“Rispetto alle zone rosse, nessuno può dirsi sorpreso della sentenza del Tar su un provvedimento che rappresenta una mostruosità in contrasto con il dettato costituzionale. Quanto all’inceneritore di case Passerini, anche in questo caso è stato creato un vero pasticcio da Rossi e Fratoni: le responsabilità dei giudici amministrativi sono inesistenti. Se Rossi avesse stralciato l’impianto di Case Passerini dal Piano regionale rifiuti, come noi chiediamo da tempo, non saremmo qui a discutere. Invece solo pochi mesi fa il Consiglio regionale ha bocciato la nostra proposta di stralcio e la Giunta è andata avanti sulla sua strada, che non poteva che portare qui”.

“Questa è l’arroganza di una politica che pensa di operare al di sopra della legge e contro la legge. Chissà se anche stavolta il presidente del TAR della Toscana sarà costretto a convocare la stampa per replicare agli attacchi ingiustificati di Nardella e Rossi. Due anni fa fu certamente un modo efficace per censurare pericolose prese di posizione che ricordano tanto il Berlusconi all’attacco dei ‘giudici comunisti’”, conclude Fattori.

5 giugno, 2019

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