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La delibera del Comune di Pisa sul così detto bonus idrico che favorisce chi risiede in città da più tempo, penalizza i più bisognosi ed è illegittima”. Lo affermano Tommaso Fattori e Paolo Sarti, consiglieri regionali di Sì-Toscana a Sinistra, e Ciccio Auletta, consigliere comunale a Pisa per Diritti in Comune. Sia in consiglio regionale che in consiglio comunale sono state presentate mozioni per il ritiro del bando e nella giornata di oggi é stata inviata una segnalazione in merito all’Autorità Idrica Toscana. 

Dal prima agli italiani siamo passati al prima i toscani e, adesso, con la Giunta Conti, siamo arrivati al ‘prima i pisani’. Sembra una farsa, ma è tutto vero. A fare le spese della propaganda leghista – continuano Fattori, Sarti e Auletta – sono le persone con gli Isee più bassi, ossia proprio le persone per cui sono state pensate le misure che prevedono speciali sconti in bolletta. La scelta di assegnare più punti in graduatoria in base alla storicità della residenza contrasta con la delibera dell’Autorità Idrica Toscana – la numero 5 del 2016 – il cui fine è aiutare le ‘utenze deboli’, ossia coloro che sono economicamente in forte difficoltà. In base alla delibera comunale, tra un nucleo familiare con Isee di 16500 euro, che è la soglia massima, e un altro con Isee 8250, che è la soglia minima, viene avvantaggiato il primo se risiede a Pisa da più tempo: 25 anni consentono di acquisire 15 punti e 7 anni 3 punti, senza considerare che la condizione economica di chi si colloca ai due estremi della categoria di reddito è molto diversa. Come evidenziato dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua e dal Forum toscano, la delibera riporta tra l’altro anche fasce Isee errate: secondo le normative vigenti il bonus acqua, come quello elettricità e gas, può essere richiesto solo dai soggetti con un reddito Isee massimo di 8.107,5 euro all’anno, o di 20.000 euro ma solo per chi ha più di 3 figli”.

Nella lettera che abbiamo inviato all’Autorità Idrica Toscana – concludono i consiglieri – abbiamo denunciato che il criterio della storicità della residenza è stato arbitrariamente inserito nel bando del Comune di Pisa. Chiediamo adesso un formale intervento dell’Autorità, sapendo che mancano pochi giorni alla scadenza delle domande, fissata al 10 giugno. I criteri che la giunta Conti vorrebbe imporre sono gravemente arbitrari e illegittimi e il caso di Pisa è un unicum in Italia, anche tra le amministrazioni leghiste”. 

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