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“In una Regione che è coperta per il 51% da foreste, la manutenzione dei boschi, il servizio antincendio e la prevenzione al dissesto idrogeologico rappresentano o no un settore strategico fondamentale secondo la Giunta regionale? Se la risposta è affermativa, come noi auspichiamo, lo dimostri con i fatti. Dopo la cancellazione delle Provincie e la delega degli interventi alle Unioni dei Comuni assegnata dalla Regione stessa, il sistema continua a presentare gravi problematiche, diverse a seconda degli Enti di gestione, da risolvere con un’idea chiara di sistema. Vanno coinvolti gli addetti, le rappresentanze sindacali e gli Enti interessati. Per questo che abbiamo presentato anche la richiesta di audizioni in Commissione” affermano i consiglieri regionali Tommaso Fattori e Paolo Sarti di Si Toscana a Sinistra.
“L’urgenza, intanto, è mettere subito a bilancio risorse certe, visto che sono a rischio gli stipendi di circa 520 operai forestali, personale prezioso con competenze specifiche. La questione è molto seria. Leggiamo le dichiarazioni del presidente dell’Unione dei Comuni della Valdicecina per cui, allo stato attuale, potranno essere garantiti solamente fino ad aprile. Servono complessivamente 23 milioni all’anno per il funzionamento del sistema, gli stanziamenti certi a livello regionale sono oggi di undici milioni, otto dei quali reperiti, peraltro, dalle attività dei consorzi di bonifica e quindi vincolati a funzioni che possiamo definire improprie, essendo destinate a corsi fluviali e connessi” proseguono i consiglieri.
“E’ la seconda volta che presentiamo un’interrogazione in Consiglio regionale sul tema, la prima volta l’Assessore aveva affermato di voler concludere una riorganizzazione del sistema entro il 2015. La Giunta ha una reale intenzione di mantenere la centralità della tutela del patrimonio forestale all’interno delle politiche regionali? Si tratta di un patrimonio di grande valore ambientale, economico, turistico e culturale per l’intera collettività”.

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