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Le aziende che avranno ottenuto fondi pubblici, dovranno mantenere per almeno otto anni le unità produttive in Toscana e non diminuire i livelli occupazionali; gli anni diventano 15 nel caso di sostegno pubblico a investimenti infrastrutturali. La durata degli obblighi è stata innalzata a 8 e 15 anni a seguito di due emendamenti presentati da Sì-Toscana a sinistra, cui si è aggiunta la firma del presidente della seconda commissione Anselmi. Respinti gli altri emendamenti presentati da Sì-Toscana a sinistra, per favorire l’occupazione a tempo indeterminato e la stabilizzazione del lavoro precario nelle imprese beneficiarie.

 

Il capogruppo di Sì Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori, intervenendo in aula ha evidenziato che “le imprese sono state variamente sovvenzionate nel corso di questi anni, con un modello che ha tre punti critici. Il primo è lo squilibrio che ha favorito le grandi imprese, soprattutto multinazionali, a danno del tessuto delle PMI. Il secondo è che i fondi sono stati distribuiti senza che a orientarli vi fosse una vera politica industriale coerente, quando è evidente che senza politiche industriali non si ha né occupazione di qualità né innovazione né una riconfigurazione adeguata del tessuto produttivo regionale. Il terzo punto critico è che i fondi pubblici sono stati concessi senza porre alcun preciso paletto alle aziende beneficiarie, mentre è necessario riequilibrare una bilancia che pende tutta a favore delle imprese, a danno del lavoro, sempre più incerto e precario. Basti pensare al caso paradossale dell’Ericsson di Pisa che sta delocalizzando proprio mentre continua a ricevere fondi pubblici tramite la Regione. Di qui i nostri emendamenti, volti a scoraggiare le delocalizzazioni e a vincolare le imprese che ricevono fondi pubblici a una responsabilità sociale verso il territorio e verso i lavoratori e le lavoratrici”.

 

“L’impianto complessivo della legge portata in aula dal PD, su questo fronte, è debole e non convincente ma abbiamo considerato un piccolo passo avanti il fatto che la maggioranza abbia votato a favore di alcuni nostri emendamenti. Adesso aspettiamo che il consiglio regionale discuta la nostra proposta di legge, ferma da dieci mesi in commissione, che obbligherebbe le imprese beneficiarie dei fondi pubblici a sottoscrivere dei veri e propri contratti di responsabilità sociale, con precisi impegni sul fronte della qualità del lavoro a tempo indeterminato e della stabilizzazione del lavoro precario, oltre che del mantenimento nel territorio regionale della propria attività. La nostra è una proposta di legge organica di contrasto alle delocalizzazioni, volta ad incoraggiare la responsabilità sociale dell’impresa”, ha concluso Fattori.

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