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Sì-Toscana a Sinistra interroga la Giunta regionale per sapere se è ufficialmente confermato che le terre prodotte dalla fresa per lo scavo dei tunnel dell’Alta Velocità a Firenze debbano essere trattate come rifiuti. 

Durante l’udienza del procedimento penale per l’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia sulla realizzazione del progetto di stazione sotterranea e doppio tunnel per l’Alta Velocità a Firenze, il presidente della Regione Toscana avrebbe attribuito al committente RFI la scelta di smaltire le terre prodotte dalla fresa per lo scavo dei tunnel come rifiuti”, spiega il capogruppo di Sì-Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori. 

Sì – Toscana a Sinistra ne cheide conferma ufficiale e domanda alla Giunta se siano già state verificate le implicazioni di questa novità e il relativo impatto, sia in termini economici, sia in termini di inquinamento. Si chiede anche se sia stato tenuto conto della circostanza che il progetto, la cui approvazione si basa sul presupposto del trasporto via ferro delle terre di scavo, richiederebbe necessariamente una nuova Valutazione di Impatto Ambientale, alla luce dei cambiamenti intercorsi e se sia quindi prevista una conseguente modifica del progetto. 

La classificazione delle terre come rifiuti – continua Fattori – implicherebbe un trattamento particolare, con costi assai superiori rispetto alla scelta di stoccare le terre nell’ex cava di Santa Barbara a Cavriglia. Per non dire dell’inquinamento, dato che le terre verrebbero spostate su gomma anziché via ferrovia, come invece previsto nel progetto approvato in Conferenza di servizi nel lontano 1999. Si tratta di un milione di metri cubi di terra, quindi questa novità implicherebbe un aumento significativo dell’inquinamento nell’area urbana fiorentina e nei territori che verrebbero attraversati da migliaia di camion. E’ un ulteriore elemento che si aggiunge al costante aumento dei tempi e dei costi per la realizzazione di questa pericolosa opera faraonica, che metterà a rischio la stabilità di una parte degli edifici della città”, conclude Fattori. 

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