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“La perdita di 20 milioni di euro per la sanità pubblica della Toscana a causa del calo, tra il 2012 e il 2016, di oltre il 10% delle risorse derivanti dai ticket sanitari, rappresenta un grave problema per una Giunta regionale costretta a raschiare il barile tagliando servizi sociali e bloccando l’assunzione di operatori necessari per dare risposte ai cittadini” commenta Paolo Sarti, Consigliere regionale si Sì Toscana a Sinistra e membro della Commissione Sanità.

“Ciò è dovuto alla crescita dell’offerta di un privato sociale, sempre più favorito dalle politiche regionali, che offre prezzi concorrenziali rispetto al pubblico, a sua volta gravato da ticket esosi. I dati ci dicono anche di un calo generale dei consumi sanitari delle famiglie sempre più impoverite per gli effetti di una crisi economica che evidentemente, anche nella nostra Regione, ancora non ci siamo lasciati alle spalle”.

“Un’altra notizia ci dà, infatti, il quadro di una Toscana che vede raddoppiata la povertà assoluta, passando da 31.750 a 53 mila poveri, con caratteristiche oramai di cronicità: basta perdere il lavoro e a ruota la casa e a ruota non si riesce più neanche a curarsi”.

“Com’è lontana la ‘Toscana felix’ tanto cara al governo di questa regione e come stridono al cospetto di una realtà fatta di sempre maggiore povertà, anche sanitaria, le ‘medagliette’ conferite dalle varie agenzie governative. Spesso si tratta più di un ‘premio’ per quanto si è bravi a tagliare posti letto e chiudere servizi invece che per le risposte che si danno concretamente ai bisogni dei cittadini” termina Sarti.

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