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“In merito alla manifestazione contro il così detto Decreto Salvini prevista il 18 gennaio 2020”, questo è il titolo della mozione approvata dal Consiglio regionale nella quale si esprime vicinanza “ai lavoratori sanzionati per il solo fatto di avere messo in atto una legittima protesta al fine di fare emergere situazioni di oggettiva illegalità e sfruttamento in ambito lavorativo”. Il testo, proposto da Tommaso Fattori e Paolo Sarti di Sì Toscana a Sinistra, è stato approvato dopo essere stato emendato dalla maggioranza. Il Consiglio regionale afferma che “l’applicazione del cosiddetto Decreto Salvini contro le legittime proteste dei lavoratori lede le fondamentali libertà democratiche e contrasta con il diritto di sciopero e di protesta, configurandosi come una pericolosa misura di limitazione del diritto al dissenso ed alla denuncia di condizioni di sfruttamento e dunque come un pericoloso attacco alle libertà individuali”. S’impegna quindi la Giunta regionale a proseguire nelle azioni volte al “contrasto di ogni forma di sfruttamento ed illegalità in ambito lavorativo” e a sostenere le organizzazioni sindacali nelle “iniziative che vorranno intraprendere al fine di contrastare gli effetti negativi e pericolosi derivanti dall’applicazione del decreto Salvini nell’ambito del mondo del lavoro”.

“A pochi giorni dal corteo del 18 la netta presa di posizione del Consiglio regionale è un fatto di grande rilevanza. Il compito delle istituzioni è colpire e perseguire chi sfrutta, non chi è sfruttato” commentano Tommaso Fattori e Paolo Sarti, consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra. “I lavoratori multati non possono essere lasciati soli né possiamo accettare che sia limitato il diritto allo sciopero e che venga punito chi si ribella”.

“Le multe agli operai che denunciavano la loro condizione di sfruttamento – continuano Fattori e Sarti – sono un’intollerabile ingiustizia di cui dobbiamo innanzitutto ringraziare l’ex ministro Salvini e i suoi così detti decreti sicurezza. Per noi sicurezza significa assicurare il rispetto dei diritti fondamentali all’interno di tutti i luoghi di lavoro, compresi i capannoni industriali del distretto pratese. Quei decreti, ormai divenuti legge, devono essere immediatamente cancellati assieme alle multe agli operai della Superlativa, indegne di una Repubblica fondata sul lavoro”.

 

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