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E’ inammissibile che un paziente psichiatrico, già ricoverato in una struttura specializzata che lo dovrebbe curare e tutelare, sia sottoposto alla “tortura” della pistola taser. Stiamo toccando il fondo”. Lo afferma il consigliere regionale di Sì-Toscana a Sinistra, Paolo Sarti, commentando il caso del 42enne, che ha subito tre interventi di “sedazione” nel giro di due giorni, sempre nello stesso reparto ospedaliero. “La persona in questione -continua Sarti- ha dato in escandescenze, ed è prevedibile che in un reparto psichiatrico possa succedere. Il personale però non riusciva a controllarlo e ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. E’ intervenuta una pattuglia del Nucleo Radiomobile di Firenze ed i carabinieri hanno usato la pistola taser per fermarlo, dopo i sanitari ce l’hanno fatta a sedarlo”.

Secondo Sarti, “è evidente che il personale sanitario sia quantomeno in affanno: per la cronica carenza in organico certamente ma anche per mancanza di direttive chiare, strumenti e spazi idonei. Sebbene non sia un’arma classificata come letale, il Taser rilascia una scarica elettrica per una durata di cinque secondi che immobilizza i muscoli del corpo e può anche uccidere. Nel 2017 L’ONU ha classificato il Taser come “arma di tortura” e Amnesty International ha denunciato centinai di morti a causa dell’utilizzo di questa arma: negli Stati Uniti, dall’anno in cui Washington ha deciso di dotare la polizia di quest’arma (2001), ci sono stati già più di 800 morti! Una vera e propria reintroduzione della pena di morte, comminata per altro senza che vi sia stato un processo e soprattutto senza accertare che ci sia stato veramente un reato!”

“E’ particolarmente pericolosa -aggiunge Sarti- per chi soffre di disturbi cardiaci o si trovi in un particolare stato di alterazione emotiva (droghe, stress fisico, disturbi neurologici). In persone che hanno problemi di salute può essere letale: ma come fa un poliziotto ad accertarsi dello stato di salute della persona prima di sparargli?! E in questo caso era assolutamente chiaro che avesse problemi di salute, altrimenti non sarebbe stato ricoverato! Il primo utilizzo del Taser in Italia è avvenuto proprio a Firenze mesi fa (settembre 2018) nei confronti di un uomo che dava chiari segni di squilibrio mentale, girando nudo alla Fortezza: aveva bisogno di un intervento medico appropriato non di un elettroshok. Sembra proprio che a Firenze il taser più che a contenere criminali serva a sedare pazienti psichiatrici!”.

“Purtroppo -conclude Sarti- con l’introduzione di quest’arma anche in Italia finirà per essere usata con facilità e frequenza, con il rischio di far morire una persona a cui mai un poliziotto in condizioni normali penserebbe di sparare. La Lega, Salvini, chi li sostiene e chi ci governa assieme (5Stelle) sono partecipi, complici o corresponsabili di tutta questa barbara inciviltà”.

 

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