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Sì-Toscana a Sinistraha presentato un’interrogazione per conoscere i dettagli del progetto del cosiddetto scavalco per l’Alta Velocità a Firenze Campo di Marte, e per sapere quali siano le soluzioni ad oggi ipotizzate di collegamento tra Firenze Santa Maria Novella e la nuova stazione di Firenze Belfiore, “ammesso che la Regione sappia fino in fondo di cosa si stia parlando”, commentano i consiglieri Tommaso Fattori e Paolo Sarti. “Per l’ennesima volta -aggiungono Fattori e Sarti- l’idea di una infrastruttura ardita e dagli elevati costi è stata comunicata all’improvviso, alla stampa, a margine di un incontro in cui possiamo immaginare che siano state Ferrovie a far cadere dall’alto la loro decisione su di un’amministrazione regionale sempre più prona e passiva”.

Ad ogni modo -continuano i consiglieri- nel consiglio di domani sapremo da Ceccarelli cosa sa la Regione di questi progetti e a quanto ammontano i costi previsti per il nodo Alta Velocità di Firenze. E vogliamo sapere inoltre: la Giunta regionale è in grado, ad oggi, di affermare, nero su bianco, che l’opera non comporterebbe rilevante rischio di danni per il patrimonio edilizio e monumentale della città di Firenze, e che, qualora questi danni occorressero, si è alla presenza di solide e certificate coperture finanziarie e assicurative?”

Tav a Firenze evoca una tragedia ormai ventennale. Gli ultimi capitoli se li intesta Condotte, con la sua controllata Nodavia: dopo aver portato i libri in tribunale per il concordato preventivo, e l’arresto del presidente Duccio Astaldi, non sta pagando gli stipendi degli operai della Tav, e non si capisce con quale faccia tosta e senso dell’irrealtà adesso si pensi di aggiungere ulteriori infrastrutture ad un insieme di opere che, tra Campo di Marte, Rifredi, Belfiore e Castello, non hanno più né capo né di coda. Ed è anche evidente che Condotte, indebitata per quasi due miliardi a fronte di un patrimonio di 214 milioni di euro, non sarebbe in grado di far fronte a eventuali danni ai palazzi e al tessuto urbano. Del resto, già la Relazione di Gestione, allegata al bilancio 2016 di Nodavia, ammette che le coperture assicurative sarebbero insufficienti per i danni ai palazzi e al tessuto urbano”.

“Per tutti questi motivi, vogliamo sapere -concludono Fattori e Sarti- se finalmente si è intenzionati a prendere in considerazione la sostanziale revisione della gestione nel nodo fiorentino Alta Velocità, valutando soluzioni alternative e una diversa strategia d’investimento per le ferrovie toscane”.

 

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