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La Regione si attivi nei confronti di Trenitalia e del Ministero dell’Economia per favorire la stabilizzazione dei giovani assunti nel 2018 con i contratti di somministrazione, valorizzando l’esperienza e le competenze acquisite”, così Tommaso Fattori, capogruppo di Sì-Toscana a Sinistra, riassume la richiesta contenuta nella mozione appena presentata in Consiglio regionale. La vicenda riguarda nove giovani che erano stati assunti a tempo per assistere i viaggiatori dei treni regionali ma che ora sono rimasti senza impiego, malgrado le assunzioni in corso da parte di Trenitalia proprio per il personale di assistenza ai viaggiatori.

La questione in realtà ha una dimensione nazionale – continua Fattori – e coinvolge 60 giovani lavoratori in tutta Italia. La Toscana potrebbe essere la prima a dare un segnale nella direzione giusta. Si ricorderà con quale battage Trenitalia presentò nel 2018 l’arrivo di 120 giovani, per estendere anche ai pendolari regionali il servizio di assistenza a terra già attivo per i viaggiatori dell’alta velocità. Si trattava di dare un servizio qualificato e puntuale, in linea con quanto richiesto anche dal Contratto di servizio, anche a chi utilizza i treni regionali”.

Li abbiamo incontrati, questi ragazzi, nelle principali stazioni, con i gilet rossi, prodighi e spesso utilizzati per dare informazioni anche riguardo ai treni a lunga percorrenza. In Toscana gli assunti sono stati 23, sempre tramite agenzia di lavoro interinale, con scadenza del prestito a maggio, poi rinnovato fino alla fine di questo mese, vale a dire proprio oggi, 30 settembre”, continua Fattori.

Quando Trenitalia ha giustamente deciso di passare all’assunzione del personale di assistenza attraverso contratti a tempo indeterminato, non ha stranamente inteso valorizzare in alcun modo l’esperienza compiuta nel corso di un anno da questi ragazzi. E’ stato anzi previsto un meccanismo di reclutamento dall’esterno, come se un anno di lavoro non contasse nulla, prevedendo un test di ingresso con criteri che hanno escluso già una parte di questi giovani lavoratori, nonostante avessero perfettamente svolto il lavoro richiesto nel corso del 2018. La metà di loro, poi, non ha passato il test: 60 a livello nazionale. Alla fine in Toscana ne restano fuori nove in tutto, fra non ammessi e respinti”.

Tra l’altro si trattava di un test psico-attitudinale basato su prove matematiche e logiche non attenenti alle mansioni richieste al personale di assistenza. Mentre non sono state tenute in alcun conto la formazione continua, l’esperienza e le competenze acquisite in questo anno di lavoro. Per fortuna non è mancata la solidarietà dei ferrovieri toscani che hanno raccolto, in pochi giorni, quasi 300 firme in calce ad un documento che elogia l’operato dei giovani colleghi e ne chiedono l’assunzione”.

Ferma restando l’autonomia industriale di Trenitalia, preoccupa la spregiudicatezza del ricorso al lavoro in somministrazione in un soggetto di simili dimensioni, che svolge comunque un servizio pubblico. Dal canto suo, la Regione ha sempre rivolto particolare attenzione alla promozione della massima occupazione stabile e di qualità, vedendo con favore l’immissione a lavoro di persone giovani, tanto più in settori strategici come il trasporto pubblico su rotaia, secondo una logica che dovrebbe essere debitamente presa in considerazione anche dal Ministero dell’economia e delle Finanze, azionista di Trenitalia”, conclude Fattori.


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