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 “Interveniamo in aula oggi ringraziando innanzitutto tutti i nostri concittadini che hanno votato ‘No’ al quesito referendario: se oggi il nuovo testo unico sul turismo toscano è discusso a Firenze e non in un ministero romano è grazie a loro” dichiarano i Consiglieri Regionali di Sì Toscana a Sinistra all’apertura del dibattito in consiglio regionale sul Testo Unico del turismo.

“Ci troviamo in questi anni di fronte a un’offerta turistica profondamente mutata che necessita un aggiornamento normativo, si pensi all’esplodere delle prenotazioni on-line e allo sviluppo dei grandi portali web di intermediazione come airbnb o booking”. “Siamo soddisfatti che la legge uscita dalla commissione abbia cambiato l’impostazione originaria della Giunta e per questo esprimiamo un voto favorevole”. “Un conto è disciplinare le trasformazioni avvenute, definendo norme per impedire l’evasione fiscale e far pagare la tassa di soggiorno, un altro conto era scatenare una guerra fuori dal tempo contro le nuove forme di ‘sharing economy’ monetaria, cercando di reprimerle, come avrebbero voluto alcune categorie di albergatori”.

“Si è recuperato uno spirito corretto che, pur dando necessarie regole, non ostacola le nuove forme d’integrazione al reddito che derivano da affitti saltuari turistici, fondamentali per molte famiglie in tempi di crisi economica e disoccupazione”. “Così come si è anche saggiamente preso atto del fatto che la regione non poteva riscrivere il Codice Civile”. “Come Regione possiamo piuttosto definire con maggior precisione una diversificazione tra chi esegue quest’attività a livello professionale e imprenditoriale, gestendo numerosi appartamenti, e chi lo fa in maniera occasionale su uno o due appartamenti”. “Il primo testo della Giunta toscana prevedeva obblighi eccessivi e difficilmente controllabili per i proprietari degli immobili: ciò avrebbe avuto soltanto l’effetto di aumentare il sommerso del fenomeno della “sharing economy monetaria”, anziché favorire l’emersione amministrativa e fiscale”. “Così com’è importante che si sia reintrodotta per i B&B anche la gestione in forma non imprenditoriale, se il titolare ha residenza e domicilio nella struttura, e che siano stati accolti i nostri emendamenti per garantire tutele e diritti dei lavoratori del settore, applicando i contratti collettivi nazionali di lavoro, ma anche volti a sostenere le attività turistiche imprenditoriali che investono sulla sicurezza”.

“Riteniamo quindi il testo finale un buon compromesso, pur restando alcune criticità, poiché troppo è lasciato al regolamento che dovrà essere definito in seguito e perché il capitolo sul turismo sostenibile è accennato ma non sviluppato, mentre su questo si gioca buona parte dello scenario futuro”. “Il punto più debole è che ancora troppo poco si fa per equilibrare maggiormente i flussi turistici orientando una parte del turismo dalle città d’arte e dai ‘grandi attrattori’ verso i circuiti della toscana meno conosciuta, verso i piccoli centri e tutto quell’inestimabile patrimonio storico-artistico e paesaggistico diffuso su tutto il territorio, fatto di scavi archeologici, edifici antichi, pievi di campagna e musei ‘minori. Un nodo su cui avevamo molto insistito anche nel nostro programma elettorale’.”

“A livello più generale la Toscana dovrà affrontare il problema della “gentrificazione” dei centri storici, su cui i singoli Comuni devono fare di più, così come a livello nazionale si dovrà spingere per nuove norme e semplificazioni per la riscossione della tassa di soggiorno e per agevolare le comunicazioni alla Questura magari permettendo di farlo direttamente attraverso i portali, in maniera automatica”. “Così come occorre ripensare a livello nazionale ed europeo la tassazione nei confronti di multinazionali e web company, quindi anche i grandi portali delle prenotazioni on-line, associando l’imposizione fiscale ai territori nei quali è generato il valore”.

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