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Il gruppo Toscana a Sinistra ha presentato venti proposte al Consiglio regionale per gestire l’emergenza legata al Coronavirus. Eccole nel dettaglio:

1) Garantire immediatamente a tutte le lavoratrici e i lavoratori – da quelli della sanità (anche domiciliari) fino a coloro che nei diversi settori continuano a lavorare anche in questo periodo –  adeguati Disposititivi di Protezione Individuale (DPI).

2) Poiché non sono sufficienti le forme incentivanti previste nel decreto governativo, proponiamo di procedere, dove necessario, alla cosiddetta requisizione in uso di attività produttive per rispondere al fabbisogno di DPI e altri beni essenziali (Legge 20/03/1865, n. 2248 – Art. 7 – allegato E Codice Civile – Artt. 835, 1020 D.P.R. 08/06/2001, n. 327 – Artt. 12, 49-50). Questo è un terreno sul quale è possibile procedere anche con ordinanze regionali.

3) Assunzione di ulteriore personale sanitario con contratti a tempo indeterminato, oltre e al di là delle circa duemila assunzioni oggi in corso grazie ai provvedimenti governativi.

Prima dell’emergenza è stato calcolato che siano 5 mila i posti mancanti nel Servizio Sanitario Regionale della nostra regione. A livello nazionale, la sanità pubblica nazionale ha perso, tra il 2009 e il 2017, più di 46 mila unità di personale dipendente: oltre 8.000 medici e più di 13 mila infermieri, secondo la Ragioneria dello Stato. Mentre le strutture ospedaliere hanno perso 70 mila posti letto solo negli ultimi 10 anni.

4)  Fermare le alienazioni degli immobili del patrimonio regionale e delle ASL in considerazione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 e alle necessità infrastrutturali del presente e della fase di quarantena.

Chiediamo alla Giunta regionale ad escludere dalla vendita gli immobili del patrimonio regionale e delle Aziende Sanitarie Locali, a partire dalle strutture che allo stato attuale sono in buone condizioni, o vengono utilizzate, o su cui sono state impiegate recentemente risorse pubbliche e possono quindi risultare subito utili sia per ospitare nuove funzioni sanitarie e sociosanitarie, sia per rispondere ad esigenze connesse a situazioni emergenziali quali l’epidemia in corso, anche per le fasi di quarantena.

5) Chiediamo la definizione di un piano regionale di requisizioni in uso di strutture private di grandi dimensioni, sia dismesse sia in perfetta efficienza (come ad esempio lo Student Hotel di viale Lavagnini a Firenze) per affrontare una crisi epidemiologica attuale e le esigenze di quarantena presenti e future.

6) Chiediamo alla Giunta di procedere alla requisizione temporanea, quando necessario, delle strutture sanitarie private utili a far fronte all’emergenza.

7) Chiediamo di approntare un piano per la reinternalizzazione dei servizi sanitari esternalizzati: abbandonare e invertire il processo di esternalizzazione dei servizi e accreditamento di soggetti erogatori privati, che assorbono parte consistente dei finanziamenti, attraverso un esteso e complessivo percorso di re-internalizzazione.

8) Chiediamo la definizione di un piano regionale per la riapertura di ospedali e presidi sanitari periferici chiusi o fortemente svuotati di funzioni.

9) Chiediamo piena garanzia delle condizioni di sicurezza e salubrità degli ambienti di lavoro sul territorio regionale nel contesto dell’attuale emergenza virus Covid-19.

In particolare chiediamo alla Giunta regionale di emanare linee guida puntuali e stringenti in materia di garanzia di condizioni di sicurezza e salubrità degli ambienti di lavoro prevedendo che l’adozione di tutte le misure di prevenzione (igiene personale e distanza di sicurezza) e l’utilizzo di dispositivi di protezione necessari nei diversi contesti (quali mascherine, guanti, occhiali, tute, cuffie, camici) siano dichiarati cogenti e non rinunciabili.

Chiediamo di attivare con urgenza i dipartimenti Prevenzione Igiene e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro (PISLL) delle Aziende Sanitarie toscane per monitorare il rispetto degli obblighi previsti in merito alla garanzia delle condizioni di sicurezza e salubrità degli ambienti di lavoro, dotandoli di risorse e personale adeguati a tale scopo.

10) Chiediamo alla Giunta di attivare un numero verde regionale cui possano rivolgersi le lavoratrici e i lavoratori per segnalare difficoltà applicative o inadempienze nell’applicazione del “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, oltre che scelte ritenute in contrasto con l’obbligo di chiusura previsto dal DPCM del 22 marzo 2020 che mettono a rischio la salute e l’incolumità dei dipendenti.

11) Chiediamo l’istituzione di un fondo regionale straordinario a sostegno degli affittuari in difficoltà a causa dell’emergenza da Covid-19, in modo da intervenire immediatamente ed evitare le morosità.

Chiediamo alla Giunta anche di attivarsi presso l’Azienda regionale per il Diritto allo studio universitario, affinché sia previsto un fondo di aiuto per il pagamento del canone di locazione riservato a studenti provenienti da famiglie in crisi economica a causa dell’emergenza sanitaria.

Al Governo chiediamo che siano adottate misure finalizzate a calmierare temporanemente gli affitti delle famiglie che dimostrano una perdita di reddito conseguente all’emergenza da Covid-19; sia aumentato il fondo a sostegno del pagamento dei canoni di locazione alle famiglie (anche single) a rischio di morosità incolpevole a causa degli effetti dell’emergenza Covid-19; sia previsto un congruo finanziamento straordinario del fondo regionale ad integrazione del fondo governativo previsto dall’art. 11 della Legge n. 431/1998; sia consentita agli assegantari di alloggi di E.R.P. la sospensione del pagamento dei canoni per l’intero periodo di così detta quarantena e fermo attività al quale è sottoposta la cittadinanza.

12) “Chiudere tutto”: chiediamo l’effettiva chiusura delle attività produttive industriali e commerciali non essenziali né di pubblica utilità al fine di assicurare la salute e la sicurezza dei lavoratori ed il contenimento del contagio da virus Covid-19. Senza eccezioni.

In particolare chiediamo alla Giunta di attivarsi presso il Governo perché sia disposta la revisione in senso restrittivo dell’elenco delle attività economiche classificate come essenziali dal DPCM 22 marzo in modo da garantire l’effettiva sospensione delle attività produttive industriali e commerciali non essenziali né funzionali all’erogazione di servizi di pubblica utilità, assicurando così la massima tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori e il contenimento del contagio da Codiv-19. E perché si proceda all’abrogazione della lettera d), del comma 1, articolo 1 del DPCM 22 marzo, che rischia di vanificare l’obiettivo della sospensione delle attività produttive e commerciali non essenziali.

Nel frattempo, chiediamo alla Giunta di intervenire presso le prefetture della nostra Regione affinché in questa fase sia assicurato il massimo rigore nell’applicazione delle regole di chiusura delle attività produttive commerciali e di lavoro ed in particolare sia assicurata un’applicazione restrittiva della concessione delle deroghe previste alla lettera d), comma 1, articolo 1 del DPCM 22 marzo in modo da procedere immediatamente all’effettiva chiusura di tutti i luoghi di lavoro e di tutte attività produttive industriali e commerciali, con la sola esclusione di quelle che risultano effettivamente indispensabili.

13)  “reddito di quarantena” ed estensione degli ammortizzatori sociali, anche in deroga, a tutte le categorie escluse ad oggi e fino al termine dell’emergenza. Occorre un’ azione istituzionale della Regione verso il governo e vi deve essere una compartecipazione della Regione.

a) Più precisamente, chiediamo alla Giunta regionale ad attivarsi presso il Governo affinché:

– sia istituito un fondo che garantisca l’erogazione di un ‘reddito di quarantena’ e continuità salariale a lavoratori e lavoratrici con partita Iva e, in generale, a tutte le categorie prive delle tutele previste per i lavoratori subordinati costrette a interrompere il proprio lavoro a causa dell’emergenza Coronavirus;

– sia ripristinata per i lavoratori subordinati la Cassa Integrazione in Deroga per evento imprevisto e imprevedibile, integrando in maniera sostanziale il salario realmente percepito;

– sia prevista un’integrazione del reddito, sgravi fiscali e contributivi per i lavoratori e le lavoratrici autonome che possiedono i requisiti per il regime forfettario;

– sia prevista la sospensione ed il rinvio di tutte le scadenza fiscali e contributive per tutti i lavoratori e le lavoratrici autonome;

– sia prevista una moratoria per i pagamenti di tutti i mutui prima casa.

b) Chiediamo alla giunta di definire un fondo regionale straordinario (ad integrazione di quanto eventualmente previsto a livello nazionale), al fine di garantire un ‘reddito di quarantena’ e continuità salariale a partite Iva, lavoratrici e lavoratori domestici, atipici e in generale a tutte le categorie prive delle tutele previste per i lavoratori subordinati costrette a interrompere il proprio lavoro a causa dell’emergenza Covid19.

14) Chiediamo che la Giunta programmi l’attivazione di tutti i possibili percorsi di formazione professionale a distanza per il più ampio numero di categorie di lavoratori, disoccupati e inoccupati, in questo periodo di inerzia forzata, utilizzando tutti gli strumenti tecnologici a disposizione.

15) Chiediamo che la Giunta di attivare immediatamente la formazione professionale a distanza per i lavoratori e le lavoratrici dello spettacolo in questo periodo di sospensione degli eventi pubblici, adottando tutti gli strumenti tecnologici a  propria disposizione, in modo da garantire la continuità salariale, dato che la formazione è a tutti gli effetti parte integrante del rapporto di lavoro.

E chiediamo alla Giunta di attivarsi nei confronti del Governo nazionale per sostenere la richiesta avanzata dai lavoratori dello spettacolo nel contesto dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 di istituire un fondo per l’erogazione di un “reddito di quarantena”, sospendere il pagamento di mutui e tasse per il periodo dell’emergenza ed estendere le misure previste per i lavoratori autonomi a gestione separata anche ai lavoratori autonomi con gestione Inps ex-Enpals; sollecitare una riforma complessiva del trattamento normativo e previdenziale dei lavoratori dello spettacolo, con l’obiettivo di garantire continuità reddituale e formazione professionale riconosciuta sia nei tempi di svolgimento che nei costi affrontati.

16) Chiediamo alla Giunta di intervenire presso il Governo affinché anche le collaboratrici ed i collaboratori domestici siano inclusi fra i destinatari degli ammortizzatori sociali in deroga e degli ulteriori strumenti di integrazione al reddito, al fine di tutelare questa categoria che svolge un’importante funzione sociale, prendendosi in molti casi cura di anziani, persone con disabilità e bambini.

17) Chiediamo alla Giunta misure urgenti a tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori del settore dell’igiene ambientale, in considerazione dei rischi connessi all’emergenza Covid-19, a partire dalla dotazione di congrui dispositivi di protezione individuali, rimodulando modalità e tempi di raccolta dei rifiuti in modo da garantire la sicurezza dei lavoratori e il servizio alla cittadinanza per tutta la fase emergenziale.

18) Chiediamo alla Giunta di contribuire all’immediata definizione di un accordo che coinvolga sistema bancario, associazioni di categoria e rappresentanze sindacali per attivare un meccanismo di immediata erogazione dell’indennità di cassa integrazione ai lavoratori attraverso l’anticipo senza interessi del corrispettivo da parte delle banche o tramite fondi propri.

19) Chiediamo alla Giunta di garantire il diritto alla salute e della dignità dei detenuti nel contesto dell’attuale emergenza virus Covid-19 e di attivarsi nei confronti del Governo nazionale per l’adozione di provvedimenti volti a ridurre il numero dei detenuti all’interno degli Istituti penitenziari; proteggere i detenuti più vulnerabili; ridurre l’isolamento comunicativo dei detenuti rispetto all’ambiente esterno (familiari, referenti) attraverso l’impiego degli opportuni mezzi tecnologici; predisporre misure di sostegno al personale degli Istituti penitenziari.

20) Chiediamo alla Giunta di avere cura della condizione dei cittadini stranieri e degli operatori addetti alla loro assistenza all’interno dei centri di accoglienza o negli insediamenti precari nel contesto dell’attuale emergenza virus Covid-19.

In particolare chiediamo alla Giunta regionale di emanare specifiche linee guida che offrano indicazioni agli operatori dei Centri di accoglienza nonché delle Associazioni che operano nei contesti di marginalità circa le modalità di gestione delle attività quotidiane e sulle procedure da attivare nel caso di sospetti casi positivi al virus, predisponendo per quest’ultimo caso possibili soluzioni idonee a garantire il necessario isolamento e la necessaria assistenza delle persone colpite; di attivarsi affinché ai soggetti titolari della gestione dell’accoglienza e alle Associazioni che operano nei contesti di marginalità abitativa siano forniti i dispositivi di protezione e sicurezza destinati tanto agli operatori che alle persone seguite, sulla base della peculiarità delle attività svolte e delle criticità rilevabili; di raccordarsi con i soggetti incaricati della gestione dei Centri affinché sia agevolato il lavoro domiciliare e il così detto lavoro agile per gli operatori dei quali non sia strettamente necessaria la presenza nei Centri, anche prevedendo meccanismi di rotazione, in considerazione della sospensione momentanea di varie attività normalmente svolte e comunque già finanziate, quali ad esempio colloqui, corsi di formazione e corsi di lingua; di emanare, con l’eventuale collaborazione delle Prefetture territorialmente competenti, indicazioni generali e materiale informativo multilingue dentro e fuori i centri di accoglienza al fine di sensibilizzare e informare i cittadini stranieri in merito all’emergenza sanitaria in corso e alle conseguenti opportune misure di prevenzione; di prevedere la distribuzione dei migranti presenti nei grandi Centri di prima accoglienza in strutture diffuse sul territorio che escludano una eccessiva promiscuità abitativa, considerato che ciò aumenta il rischio di contagio;di garantire l’accesso a strutture di accoglienza adeguate alle persone senza fissa dimora, anche prive di regolare permesso di soggiorno, se necessario attraverso la richiesta di adozione degli opportuni provvedimenti prefettizi volti a individuare nuove strutture e dando priorità nell’accesso alle persone in condizioni di maggiore vulnerabilità; di attivarsi nei confronti del Governo nazionale affinché autorizzi l’ingresso alle strutture di prima accoglienza anche ai soggetti regolarmente soggiornanti ma attualmente esclusi  (motivi umanitari, casi speciali di regime transitorio, protezione speciale e richiedenti protezione internazionale), dando priorità alle persone in condizioni di maggiore vulnerabilità.

Infine, poniamo tre obiettivi generali:

*) Fermare il “regionalismo differenziato”: ritirare tutti i provvedimenti della Regione Toscana a favore del regionalismo differenziato. Nessuna Regione, da sola, è in grado di garantire i diritti fondamentali e che semmai è bene ripensare, almeno in parte, l’autonomia delle 20 sistemi sanitari regionali.

*) Bloccare il patto stabilità fino al termine della pandemia, poiché non basta aumentare la quota di spesa corrente per gli enti locali, come ha stabilito il governo. La Regione agisca in ogni sede in questa direzione.

*) La Toscana si faccia promotrice, con altre regioni, di referendum volti a cancellare le controriforme che negli ultimi anni hanno prodotto l’impoverimento e il depotenziamento della sanità pubblica.

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