EUCOOKIELAW_BANNER_TITLE

Per aumentare i propri margini di profitto, Bassilichi sta portando avanti un’operazione industriale e finanziaria che rischia di pesare sulle spalle di buona parte dei circa 950 dipendenti attuali. Lo spacchettamento del gruppo in tre parti è ormai realtà, così come lo è il passaggio all’interno del colosso Nexi, cerchiamo almeno di limitare i danni sui lavoratori di una simile operazione”. Così Tommaso Fattori, capogruppo di Sì-Toscana a Sinistra, commenta l’andamento della vertenza all’interno del gruppo Bassilichi.

 I sindacati – prosegue Fattori – hanno avanzato nelle settimane scorse richieste precise a cui non hanno fatto seguito risposte altrettanto precise. Non è chiaro il piano industriale e ci sono solo molte belle dichiarazioni d’intenti da parte della proprietà, ma prima di applaudire vorremmo guardare bene cosa c’è dentro questa scatola ancora chiusa”.

 Siamo preoccupati e si tratta di capire concretamente in che modo i 100 esuberi annunciati poco tempo fa adesso si siano trasformati in 100 ‘uscite incentivate volontarie’. A tutto questo si aggiunge l’incertezza per chi rimarrà, con la prospettiva di un trasferimento  in tre nuove società: Ausilia, una newco per i Call center e Nexi. I lavoratori temono, comprensibilmente, di dover rinunciare alle attuali condizioni di impiego a tempo indeterminato, e di dover accettare forme contrattuali peggiorative, sia in termini salariali che di flessibilità. Da una parte -conclude Fattori- ci sono le mere rassicurazioni verbali di Marco Bassilichi, dall’altra le più attendibili linee guida del gruppo, che prevedono tutele per i lavoratori per un massimo di 12 mesi, in termini di garanzie occupazionali e territoriali”.

Commenta