Appello per sostenere Sì Toscana a Sinistra - Per tornare ad essere protagonisti della nostra democrazia!

Televisioni e giornali ripetono ogni giorno che le prossime elezioni regionali sono "una conta per Renzi". Come se quell'articolo 3 della nostra Costituzione che afferma «il diritto di ogni cittadina/o a contribuire a determinare le scelte politiche del paese» potesse tradursi in una risposta al quesito: ti piace? O non ti piace?

La prima cosa su cui pronunciarsi col voto è proprio questa: se acconsentiamo o meno a che la democrazia possa ridursi all'accettazione passiva di decisioni che le cittadine e i cittadini non hanno contribuito a determinare. Perché la partecipazione in questi decenni si è ridotta al minimo, spariti i partiti, sparita quella fitta rete di organizzazioni, di sedi comuni, che un tempo dava voce a tutti.

L'approvazione della nuova legge elettorale – per via del metodo seguito per imporla e per la sua sostanza autoritaria – ma più in generale tutto il modo di governare di Renzi, al di là dei pur gravi contenuti delle singole scelte (manomissione della Costituzione, scuola, jobs act, ecc.), hanno espropriato e mortificato ulteriormente la sovranità delle cittadine e dei cittadini, accelerando l'erosione del tessuto democratico del nostro paese. È necessario invertire la rotta, perché è ormai evidente che il rischio è più grosso di quanto forse non avessimo tutti inizialmente immaginato.

Quanto è accaduto è un vero stravolgimento dell'identità e natura del PD.

Le elezioni regionali sono, pur nei loro limiti, l'occasione per riattivare un circuito, ridare fiducia nella politica; e cioè nel fare collettivo di ogni cittadina/o per il bene comune.

Coloro che hanno dato vita alla lista "SI' Toscana a sinistra" che candida Tommaso Fattori alla presidenza della Regione – giovani soprattutto, ma anche meno giovani, impegnate/i nelle organizzazioni della società civile, nei movimenti, nei partiti di sinistra tuttora esistenti, un'aggregazione di volenterose/i che però i sondaggi danno a più del 10 % – si propongono per prima cosa di riattivare l'impegno, di combattere la passività e la sfiducia, il disfattismo verso qualsiasi tentativo a sinistra, il superamento di antiche divisioni.

Un appoggio alle idee della lista elettorale "SI' Toscana a sinistra" ha questo significato.

Vuole anche affermare che un altro modo di essere della Toscana è possibile e che occorre iniziare a costruirlo. La Toscana non è una regione come un'altra: è stata un modello virtuoso. Oggi rischia di non reggere più. Il Pd toscano ha subìto una profonda mutazione genetica, ed Enrico Rossi non ha più alcun margine di indipendenza politica dalla linea di Matteo Renzi. Quel modello è finito.

Lentamente ma inesorabilmente gli interessi forti hanno infatti riguadagnato terreno, hanno piegato le politiche pubbliche ai loro obiettivi, insensibili alle minacce al territorio, al paesaggio, all'efficienza e alla universalità dei beni comuni: sanità, scuola, acqua, servizi. Hanno tradito le aspettative delle donne di veder concretizzati i loro diritti nell'organizzazione della vita sociale. Hanno affogato i nostri storici monumenti in un bosco di shopping centers. Hanno sollecitato un turismo che sta stravolgendo le città e non consente un rapporto vero con gli esseri umani e la loro storia. Hanno indotto all'abbandono di qualsiasi strategia capace di indicare un nuovo modello economico per la Toscana. Un modello in grado di dare lavoro: a chi lo ha perduto con lo smantellamento della industria tradizionale, e a chi lavoro non ne ha ancora mai avuto.

Noi invece vogliamo che la Toscana continui ad essere un punto di riferimento per chi pensa che «l'Italia ha ancora qualcosa da dire» (Piero Calamandrei). Cambiare si può, e impegnandosi collettivamente qualcosa si ottiene. Se nelle scorse settimane si è riusciti per esempio a salvare almeno in parte l'ottimo Piano paesaggistico messo a punto dall'assessore all'urbanistica della Regione – un Piano sottoposto a uno stravolgente attacco posto in atto da consiglieri renziani e berlusconiani – è perché si è attivata una azione popolare che ha scongiurato il peggio.

Vi chiediamo di partecipare a questo tentativo, a questo impegno collettivo.

Vi chiediamo di tornare a essere protagonisti della nostra democrazia, cittadini fino in fondo: non sudditi del mercato e della politica di plastica che ha divorato la sinistra italiana.

Vi chiediamo di aiutarci a cambiare: con il voto, ma non solo con il voto.

Sì, cambiare è possibile. Dipende solo da noi.

**la tua firma**

Condividi con i tuoi amici:

   

Tomaso Montanari (Università di Napoli)
Adriano Prosperi (Scuola Normale Superiore, Pisa)
Sandra Bonsanti (Libertà e Giustizia)
Salvatore Settis (Accademia dei Lincei)
Paul Ginsborg (Università di Firenze)
Enzo Collotti (Università di Firenze)
Donatella Della Porta (European University Institute, Firenze)
Giancarlo Fasano (Università di Pisa)
Francesco ‘Pancho’ Pardi (Università di Firenze)
Carlo Cecchi (attore)
Davide Riondino (attore)
Maria Luisa Boccia (Università di Siena)
Laura Barile (Università di Siena)
Sandra Teroni (Università di Cagliari)
Luciana Castellina (giornalista)
Stefano Rodotà (giurista)
Carlo Ginzburg (Scuola Normale Superiore, Pisa)
Alessandra Ginzburg (psicoanalista)

 

Francesco Andreini
Luca Baccelli (Università di Camerino)
Cesare Baglioni (Università di Siena)
Luca Baranelli (redattore editoriale)
Orlando Baroncelli (scrittore)
Piero Basso (Fondazione Basso)
Lia Begliomini
Anna Belgrado (Università di Pisa)
Anna Benedetti (Leggere per non dimenticare)
Daniela Bertelli (Associazione Evelina De Magistris)
Linda Bertelli (Associazione Evelina De Magistris)
Moreno Biagioni (Rete Antirazzista)
Raffaella Bolini (ARCI)
Ginevra Bompiani (Università di Siena)
Giorgio Bonsanti (già Docente Università di Firenze)
Andrea Borgna (Associazione Siena per Gaza)
Marcello Buiatti (Università di Firenze)
Giuliano Campioni (Università di Pisa)
Antonio Canzano
Pietro Cataldi (Università per Stranieri, Siena)
Simona Cerrai (Associazione Evelina De Magistris)
Elisa Cesan (Rete Primo Marzo)
Giovanni Contini (storico)
Pietro Costa (Università di Firenze)
Simona Costa (Presidente Giuria Premio Viareggio)
Daniele De Amicis (Università di Siena)
Pia De Angelis
Giovanna De Caro
Letizia Del Bubba (Associazione Evelina De Magistris)
Francesco Dessì (Università di Firenze)
Maria Marini Di Cicali
Giovanni Falaschi (Università di Perugia)
Giuseppe Faso (Rete Antirazzista)
Stefania Franci
Anna Carola Freschi (Università di Bergamo)
Daria Frezza (Università di Siena)
Mercedes Frias (Associazione Prendiamo la parola)
Fausta Garavini (Università di Firenze)
Gian Luca Garetti (Medicina Democratica)
Rino Genovese (Scuola Normale Superiore, Pisa)
John Gilbert (Segretario FLC/CGIL – Università di Firenze)
Manuela Giugni (Laboratorio per la laicità)
Roberta Gini (Associazione Evelina De Magistris)
Stefanella Griccioli (Associazione Siena per Gaza)
Gabriella Guidi (Associazione Evelina De Magistris)
Ilaria Guidi (ricercatrice CNR)
Costanza Iannone
Francesca Joppolo (giornalista)
Alberto L’Abate (Movimento Nonviolento)
Sergio Landucci (Università di Firenze)
Daniela Lastri (consigliera regionale della Toscana)
Marcello La Rana
Luca Lenzini (Università di Siena)
Laura Li Vigni (consigliere comunale uscente, Sinistra per Siena)
Luciano Licausi (Università di Siena)
Attilio Lolini (poeta)
Claudio Lombardi (Associazione di Amicizia Italo-Palestinese)
Mariella Maglioni (scrittrice)
Raffaele Maio
Anna Maria Manetti (Associazione Pantagruel, Firenze)
Riccardo Margheriti (vicepresidente ANPI Siena)
Renzo Martinelli (Università di Firenze)
Gianna Massari Michelotti
Lisa Massei (Associazione Evelina De Magistris)
Carla Masolino (Università di Pisa)
Debora Mastronardi
Rosanna Mazzi (Associazione Evelina De Magistris)
Paola Menegranti (Associazione Evelina De Magistris)
Vittorio Mete (Università di Catanzaro e Università di Firenze)
Concetta Mirabella
Emilio Molinati (Contratto Mondiale per l’Acqua)
Simonetta Monti (CNR Pisa)
Lorenzo Mosca (Scuola Normale Superiore, Firenze)
Fabio Mugnaini (Universita di Siena)
Giuseppe Nava (Università di Siena)
Giorgio Nebbia (Università di Bari)
Fiamma Nicolodi (Università di Firenze)
Giulio Nobiloni Laloni (architetto)
Alberto Olivetti (Università di Siena)
Giuseppe Nava (Università di Siena)
Fabio Pagliantini
Leonardo Paggi (Associazione per la storia e le memorie della Repubblica)
Giovanni Paoletti (Università di Pisa)
Rossano Pazzagli (Storico)
Maria Pia Pasetti Amaducci (psicoterapeuta)
Luisa Petrucci (Libere Tutte)
Debora Picchi (Laboratorio per la laicità)
Mario Piccinini (notaio)
Picciolini Anna (Associazione Libere tutte, Firenze)
Roberta Pisa (psicoterapeuta)
Patrizia Pisanu (Associazione Siena per Gaza)
Pietro Piussi (Università di Firenze)
Antonio Prete (Università di Siena)
Elena Pulcini (Università di Firenze)
Riccardo Putti (Università di Siena)
Rolando Rosa
Maria Rosano (Associazione Cittadinanza Attiva Toscana)
Graziella Rumer Mori (Associazione Libere tutte, Firenze)
Annalista Sampieri
Tiziana Sampietro (CNR-IFC Pisa)
Antonietta Sanna (Università di Pisa)
Giampasquale Santomassimo (Università di Siena)
Emilio Santoro (Università di Firenze)
Luisa Simonutti (ricercatrice CNR)
Simonetta Soldani (Università di Firenze)
Nello Sorace (Università di Firenze)
Dario Squilloni (psicoterapeuta)
Laura Tarabella
Salvatore Tassinari (Associazione Pantagruel, Firenze)
Martina Tazzioli (Mary University London)
Roberto Teroni (ex assessore Regione Toscana)
Maria Tinacci (Università di Firenze)
Massimiliano Tognetti (Univesità di Pisa)
Daniela Tognotti (Associazione Evelina De Magistris)
Riccardo Torregiani (Rete Antirazzista)
Maurizio Torrini (Università di Napoli)
Monica Zoppé (CNR-IFC Pisa)

[signaturelist id=”1″]

4 Comments

Commenta

Sostienici

facebook

Resta in contatto

Iscriviti alla nostra newsletter [mc4wp_form]