.La candidata per il collegio di Massa-Carrara interviene sulla ripresa delle attività scolastiche e si dichiara contraria alla Dad e ai contratti “a chiamata Covid”.

“Il Ministero dell’istruzione avrebbe potuto immettere in ruolo insegnanti preparati che da anni mandano avanti le nostre scuole con concorsi più snelli e per soli titoli, ma ha scelto la strada più lunga: in un momento di emergenza nazionale è un atto scellerato”. Così la candidata per la lista Toscana a SinistraMonica Del Padrone, insegnante e sindacalista FLC, replica alle affermazioni della provveditrice agli studi dell’ UST di Lucca e Massa Carrara, e dallo scorso anno anche di Livorno, Donatella Buonriposi.
“Nell’intervista alla provveditrice si dice erroneamente che le 7000 domande pervenute all’ufficio scolastico si riferiscono ai posti a ruolo, che sono in realtà 261. Molte di più sono invece le domande per le graduatorie provinciali, le GPS, per la cui verifica gli uffici scolastici territoriali hanno appaltato alle scuole. Scuole che con la ripartenza alle porte si ritrovano senza personale amministrativo che dovrebbe vagliare le graduatorie ma anche senza docenti”.
“Il piano A di quasi tutti gli istituti della provincia – spiega la candidata – è quello di fare entrare a scuola tutte le ragazze e tutti i ragazzi in sicurezza, ma per farlo c’è bisogno della certezza di organico aggiuntivo di cui ad oggi non c’è traccia”.
Aggiunge Del Padrone: “Il primo giorno di settembre i collegi docenti saranno chiamati ad organizzare il rientro a scuola, gli spazi sembrano essere stati recuperati in quasi tutti gli istituti, ma tutto ciò sarà inutile senza l’organico aggiuntivo. Va bene creare dei piccoli gruppi, ma se quei piccoli gruppi non avranno un docente di riferimento si dovrà ricorrere alla spada di Damocle della didattica a distanza: l’unica soluzione per risolvere parzialmente o a rotazione il problema”.
Una “non soluzione” per le famiglie, secondo Del Padrone, “visto che la didattica a distanza ha fatto emergere, e in alcuni casi aumentato, le disuguaglianze che ci sono tra gli studenti e di fatto ha reso difficile l’inclusione di quelli con bisogni speciali. Allo stesso modo la Dad aumenterà i problemi per lavoratrici e lavoratori del mondo della scuola, soprattutto precari. Quest’anno, addirittura, prenderà forma il contratto “a chiamata Covid”: se la scuola rimane aperta l’insegnante precaria lavora, altrimenti viene licenziata e non ha neppure diritto alla disoccupazione”. 

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