“L’ampliamento dell’area della miniera “La Crocetta” nel comune elbano di Porto Azzurro presentato da Eurit aggraverebbe il già pesante impatto delle attività antropiche sulla piana di Mola e appare inopportuna anche sul piano paesaggistico ed economico”. È quanto sostiene il capogruppo di Sì Toscana a sinistra, Tommaso Fattori, che in una specifica mozione sottoscritta anche dal collega Paolo Sarti chiede alla Giunta regionale di non consentire l’ampliamento di circa sei ettari richiesto da Eurit. “Già adesso, secondo quanto dicono gli ambientalisti, la miniera ha effetti negativi su flora, fauna e corsi d’acqua temporanei sia per le polveri sollevate dalle attività, sia per il traffico pesante provocato dall’esportazione del materiale estratto. Effetti che verrebbero a riverberarsi anche sul versante della piana di Mola, interferendo ulteriormente con le attività turistiche e agricole”, ha spiegato Fattori. “L’area interessata fa parte dell’ambito paesaggistico delle Colline Metallifere ed Elba del Pit vigente e la richiesta di ampliamento si risolverebbe nel cosiddetto Mountaintop removal mining, (tecnica mineraria distruttiva del paesaggio) che appare in netto contrasto con i vincoli di legge. Peraltro l’intervento è privo di un vero e proprio progetto di ripristino paesaggistico, ambientale e di rinaturalizzazione e andrebbe a interessare zone boscate, macchia mediterranea in salute e specie tutelate dalle normative europee, toscane e nazionali”.
L’atto di indirizzo presentato da Sì Toscana a sinistra fa presente inoltre che “il progetto di ampliamento della coltivazione della miniera “La Crocetta” ha ricadute ambientali, paesaggistiche ed economiche – dirette e indirette – anche sui limitrofi Comuni di Capoliveri e Portoferraio e possibili forti impatti sulla biodiversità dell’area”, e che “le compensazioni previste, come la creazione di due laghetti, appaiono destinate solo alle esigenze dell’impresa che utilizzerà le voragini realizzate, procurando nelle acque accumuli di sostanze derivanti dalla lisciviazione dei suoli”. “Inoltre – ha concluso Fattori – la concessione ventennale a Eurit è stata rinnovata nel 2013 e non si comprende quali siano le nuove esigenze sorte da allora. Si è forse esagerato con il prelievo di materiale rispetto al piano? Se così fosse, sarebbe oltremodo discutibile consentire un ulteriore escavo di più di cinque ettari a cielo aperto e sulla sommità di una collina. In ogni caso, la Regione non deve consentire alcun allargamento della miniera della Crocetta”.

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