“La difesa del corpo delle donne è una priorità assoluta. E il diritto all’aborto deve essere garantito concretamente a tutte e in ogni territorio, sia chirurgicamente che farmacologicamente. In questi anni ci siamo battuti strenuamente, a fianco ai movimenti e alle organizzazioni delle donne, perché venissero ritirati i finanziamenti regionali alle associazioni antiabortiste, un fatto inaccettabile.” Così Tommaso Fattori, candidato presidente della Regione per Toscana a Sinistra, incontrando i movimenti femministi e antisessisti a Massa nel corso del suo tour elettorale. “Grazie all’approvazione di una risoluzione a prima firma Toscana a Sinistra, adesso l’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica sarà garantita in tutti i consultori e poliambulatori, così come sarà necessario assicurare almeno il 50 percento di personale medico non obiettore di coscienza, assumendolo con concorsi pubblici in caso di carenze. Sono indicazioni approvate dall’aula consiliare e poi riprese in una delibera della Giunta che però devono essere tradotte quanto prima in legge regionale. Ci impegneremo a farlo all’inizio della prossima legislatura”, ha proseguito Fattori. “È necessario limitare lo spazio dell’obiezione di coscienza dei medici, individuando meccanismi legittimi, ed effettuare un controllo serrato sul rispetto dell’applicazione della legge 194 e sulle nuove linee guida in materia di aborto che portano a nove settimane il tempo utile di utilizzo della pillola RSU486 su tutto il territorio nazionale, pena il ritiro della concessione a ogni struttura pubblica o privata, presidio ospedaliero o consultorio”, ha spiegato Fattori secondo il quale, “la Regione deve anche finanziare la ristrutturazione dei consultori – o la realizzazione ex novo laddove non ancora presenti -, per metterli nella condizione di funzionare concretamente in tutto il territorio e per poter somministrare gratuitamente i contraccettivi”.
Tra i punti fondamentali del programma di Toscana a Sinistra illustrati dal candidato alla presidenza della giunta regionale c’è anche il sostegno ai Centri Antiviolenza e alle Case Rifugio: “sono un presidio fondamentale dove le tante donne toscane vittime di violenza riprendono fiducia nelle loro capacità, competenze e nell’autodeterminazione della loro vita – ha detto Fattori -. Ma centralizzare a livello regionale il sistema delle rette non è il modo corretto per sostenere l’attivismo femminista, non a caso anche i coordinamenti antiviolenza Tosca e Ginestra hanno espresso forti dubbi. Noi pensiamo sia invece opportuno ottimizzare il sistema esistente, magari aiutando i comuni ad evitare scelte di destinazione di queste donne in case famiglia o strutture ecclesiastiche che hanno un problema formativo e di approccio verso le loro necessità. La parità di genere è una delle sfide più grandi del nostro tempo. Noi vogliamo vincerla rendendo strutturale il sostegno ai Centri Antiviolenza e alle Case rifugio, anche attraverso come di semplificazione burocratica e amministrativa”, ha concluso il candidato presidente.

Commenta