Via libera del Consiglio regionale, nella seduta di ieri, all’ordine del giorno di Toscana a Sinistra che impegna la giunta a valutare interventi che favoriscano la vita indipendente e una nuova residenzialità per le persone anziane, fragili e con disabilità. “L’emergenza Covid-19 ci impone di ripensare il modello di assistenza alle persone anziane non autosufficienti ed è tempo di abbandonare i consueti percorsi di istituzionalizzazione rafforzando i progetti di vita indipendente e le forme di progettazione abitativa sociale a residenzialità leggera”, ha detto il candidato presidente della Regione per Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori, firmatario dell’atto insieme al collega Paolo Sarti. “Una svolta nelle politiche regionali per la gestione delle persone anziane e disabili si impone anche in considerazione di quanto accaduto nelle residenze sanitarie assistenziali durante la pandemia. Dobbiamo perseguire modelli in grado di garantire quanto più possibile l’autonomia delle persone – ha aggiunto -, favorendo un’assistenza territoriale di prossimità e adottando soluzioni già realizzate in molti paesi d’Europa, come abitazioni dedicate alla vita indipendente, housing sociale e cohousing”.
L’atto di indirizzo di Toscana a Sinistra approvato ieri chiede al governo regionale anche di prevedere una riqualificazione urgente dei servizi di cura territoriali e potenziare l’assistenza domiciliare integrata”.
“La recente autorizzazione rilasciata dal Comune di Cecina per la costruzione di una nuova Rsa privata da 240 posti letto conferma purtroppo un’idea anacronistica e sbagliata di residenzialità”, ha detto Fattori. “Un simile gigantismo è fuori dal tempo, serve solo a chi nella terza età vede un business: non persone che meritano la miglior qualità della vita ma galline dalle uova d’oro. Anche le associazioni dei familiari, gli utenti e le organizzazioni sindacali locali ritengono che la nuova Rsa contraddica la recente programmazione pubblica all’interno della quale l’offerta di residenze sanitarie è calmierata da un forte sviluppo dell’assistenza domiciliare, una strada che dà molta più occupazione e tutela maggiormente i lavoratori e le lavoratrici”.

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