Ecco le proposte di Toscana a Sinistra per studiare in sicurezza!

Sulla riapertura delle scuole in sicurezza siamo al disastro annunciato. Che a settembre, oggi, ci sarebbe stata la ri apertura delle scuole lo si è sempre saputo. E anche che non si potesse puntare sulla didattica a distanza (per quello che rappresenta, per quello che produce, per chi tiene fuori) pure. Ma poco o nulla è stato fatto – dalla Azzolina e C, ma anche da Rossi e C – per permettere la riapertura delle scuole in presenza e sicurezza, cosi come nulla è stato fatto per la scuola più in generale negli ultimi anni! Come denunciamo da sempre, inascoltati, anche a livello regionale. Dove, al di là delle limitate competenze specifiche, la Regione non ha compiuto nessuna sollecitazione ai varii esecutivi nazionali per risolvere problematiche di lungo periodo. Che oggi vengono al pettine nel momento peggiore e con rischi più gravi: scuole che in parte non riaprono, spazi aggiuntivi non reperiti per ridurre gli alunni per classe, assunzioni e stabilizzazioni di personale non effettuate se non in minima parte, mancanza di banchi ecc. Noi volevamo e vogliamo nuove strutture scolastiche, la messa in sicurezza di quelle presenti, con nuovi materiali acquistati, l’assunzione di nuovi insegnanti, custodi, personale di segreteria, e la messa a ruolo dei precari. 

C’era il tempo di farlo se ci fosse stata la volontà politica, ma non è stato così. Di questo infatti non si è parlato, mentre i numeri ci dicono che se anche in Toscana mancano migliaia di insegnanti e personale ATA per già per coprire l’ordinario, tanto più coprire quanto richiesto dalle scuole per coprire l’emergenza. Mentre regna la confusione sui protocolli che si dovrebbero seguire in caso di positività, e sulla incomunicabilità voluta tra sanità e scuola di fronte a queste eventualità. Ci vogliono più sanità sul territorio che possa vigilare e intervenire, e protocolli precisi! Anche in riferimento alle responsabilità da assumersi in caso di contagi e all’effettuazione rapida di test e tamponi. Perché non pensare a strutture pubbliche inutilizzate per reperire nuove scuole nella fase emergenziale ? O nuovi spazi all’interno dei plessi scolastici per gestire questa fase? Perché non potenziare d’urgenza la sanità territoriale e connetterla con regole chiare alle esigenze della sicurezza di studenti e insegnanti una volta aperte le scuole ? Senza dimenticare che, dopo tanto parlare, invece di prevedere un potenziamento del trasporto scolastico pubblico guarda caso adesso si pensa di ricorrere al privato e o a utilizzi non in sicurezza. Su quest’ultimo punto ci sono responsabilità precise anche della Regione, che non adeguando il trasporto pubblico alle entrate scaglionate a scuola costringe – oltre al problema della capienza e del distanziamento in sicurezza –gli studenti ad uscire e rientrare a casa in orari dilatati e assurdi rispetto a quelli stabiliti per le lezioni a scuola! La scuola in sicurezza è il futuro della toscana e del paese, non un’altra mucca da mungere! 

Chiediamo di dare veramente e concretamente, priorità alla scuola, il nostro impegno in questo senso è stato sempre chiaro e continueremo a promuovere e a partecipare ad iniziative, appuntamenti e prendere impegni perché questa sia la priorità assoluta, per vedere se si risolvono almeno in parte problemi della “cenerentola scuola” che oggi sono da allarme sociale vista la fase di pandemia. E aderiamo alla manifestazione nazionale del 26 settembre a Roma. Gli altri – dilettanti allo sbaraglio – dal ministro Azzolina in giù ma anche da una destra che nulla ha fatto quanto poteva su questi temi, hanno dimostrato quanto non meritino la fiducia che famiglie, studenti e personale della scuola meritavano, meritano e meriteranno.


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